30 settembre, 2008

Miscellanea

Sottotitolo: "di tutto un po'". Idee, pensieri, risate della giornata, un minestrone di verdure tagliate grossolanamente ...
Ore 7,30: fa freddissimo anche sotto le coperte, cerco Ste ma forse è morto, rigido dalla sua parte del letto è freddo pure lui, ci vuole subito una doccia calda e un caffè forte!
Ore 8,00: tenetemi lontano Torlontano l'opinionista del Tg5 dalla bruttezza disarmante, viso pallido, orecchie paraboliche, come iniziare male la giornata.
Ore 8,10: "Ciao amore!" bacio veloce, devo correre in ufficio, per la cronaca indosso la mia giacchetta di panno verde calda e un po' militaresca e mi avvolgo nella sciarpona nera per proteggere la gola che risente sempre dei cambiamenti climatici, soprattutto di quelli autunnali.
Ore 8,20: due giri di chiave e sono in gabbia, un buongiorno all' Arch. e via all' operazione sollevamento tapparelle, poco dopo arrivano Giannetta ed il Geo.
Ore 10,00: secondo caffè.
Ore 11,30: dopo il mio lavoro d' ufficio parto in trasferta alla volta dell' Uniriscossioni.
Ore 13,00: finalmente sono a casa e mi sembra strano ritrovarmi a pranzare con tutta la mia famiglia, noi quattro io, papà, mamma e Ale con in braccio il piccolo grande Giacu, se non fosse per lui non sarebbe cambiato niente da quattro anni a questa parte, io che parlo a raffica, Cabì che si arrampica sul tavolo alla ricerca di qualcosa da mangiare, mamma che passa dalla cucina al tinello stanca ma serena, che boccata d' aria, che atmosfera, che tranquillità: la mia bella famiglia!
Ore 14,00: è già ora di andare ma prima porto a passeggio Cabì che puntuale scondinzola davanti alla porta e mi aspetta.
Ore 14,30: sono dinuovo in ufficio e riprendo il lavoro tralasciato al mattino interrotta ogni tanto da un pensiero confuso, un ricordo preciso, una nostalgia che mi rende acida e persino cattiva. Mi chiedo se sia possibile che non arrivi proprio niente partendo da me così tanto, ancora non riesco ad abituarmi al cambiamento.
Ore 17,00: sono agitata e nervosa chissà poi perchè.
Ore 18,30: devo andare alla posta apposta, tre raccomandate importanti devono assolutamente partire prima di domani (cioè vista l'ora, di oggi).
Ore 18,45: 5 persone prima del mio turno, paziento, mi guardo intorno e mi consolo alla vista di tanti volti più stravolti del mio, Carmen è gentile e veloce mi chiama sempre "bambina" o "piccola" con affetto e comprensione, peccato però non sia di turno Beppe, ci facciamo sempre delle gran risate.
Ore 19,10: lascio l' ascensore alla Sig.na Leone e decido, anche per scaricare la tensione accumulata, di salire i miei 5 piani a piedi, arrivo sul pianerottolo con le guance rosse e il fiatone.
Ore 19,15: tolgo le scarpe, lancio la giacca, mi libero dallo sciarpone e mi butto letteralmente sul divano...sono stanca ma almeno un' altra giornata è finita.
Ore 20,00: rientra a casa Ste, mangiucchiamo qualcosa e io penso già a cosa scriverò non avendo ricevuto nessun particolare stimolo durante la giornata.
Ore 22,00: Ste lavora io...cazzeggio davanti al pc.
Ore 23,00: rido perchè anche stavolta ho preso in giro me stessa, alla fine non sono una persona molto credibile infatti tutto ciò ha dell' incredibile!
Ore 00,00: inizio a scrivere questo post, non ho sonno, sono posseduta, domani avrò il colorito di Torlontano ma non importa Ste non riesce a convincermi ad andare a letto.
Ore 00,26: praticamente adesso...sono felice, stupida, incosciente, insensata, poco seria ma direi felice e alla fine non so neanche il perchè!
Buonanotte...

29 settembre, 2008

La differenza

E' una settimana circa che "bazzico" anche su Facebook, che posto...Dunque praticamente si collezionano persone, prima si cercano, se ti va bene si trovano e poi...poi boh io non l'ho ancora capito. Non mi trovo bene forse perchè mi sento più al sicuro qui, sola soletta con le mie convinzioni, forse perchè per un' ansiosa paranoica non è l' ideale scoprire che c'è chi "accetta" chiunque subito, forse per via della foto, a parte te, forse perchè era meglio crederci a frasi del tipo "parlo poco con chiunque" ecc. ecc. e capire invece che erano solo una marea di palle, forse in realtà invidio i 77 "amici" rispetto ai miei 8. Non posso lamentarmi di 2 cose: l' essere riuscita a coinvolgere chi non ci ha dovuto pensare tre giorni e l' aver accettato il riavvicinamento di Aldo. Del resto non sono nè stupita nè delusa, sotto sotto me l'aspettavo, niente di diverso, niente di speciale, un numero, un nome, neanche un volto, NIENTE. Che ridere, ma che ridere, chissà quante volte è successo...Oggi in ufficio con Roby parlavamo di persone insensibili, di quanto male facciano e di quanto sia dura impedirgli di farne, una battaglia persa. Non so se mi intratterrò ulteriormente, non so se il parlare in terza persona mi coinvolgerà o presto annoierà a morte, non lo so. I gradi di separazione adesso sono centinaia...e come sempre, una volta ancora, io ci ho creduto! E' dinuovo autunno...buon divertimento!

Il sentiero di mattoni gialli

Non ho scarpette rosse ma stivali verdi, non mi faccio più i codini dalla quinta elementare e non conosco il Mago di Oz ma nonostante questo, oggi, mi sono incamminata lungo il mio sentiero di mattoni gialli. Dove porta? Ma è ovvio alla Città di Smeraldo, verde come la speranza che nutro nelle persone che valgono, come le foglie dove scorre la "clorophilla", verde come l' erba del mio giardino che curo ogni giorno evitando che secchi. Anch' io come Dorothy sono in buona compagnia: un cane, uno spaventapasseri apparentemente in cerca di un cervello, un leone non poi così coraggioso e un boscaiolo di latta alla ricerca di un cuore. Tutti uniti chiediamo udienza al Mago di Oz affinchè esaudisca i nostri semplici ma originali desideri. Lungo il cammino tante le insidie ed i pericoli ma ciò che conta è crederci. Post pressochè incomprensibile ma curioso e stimolante da scrivere. Abbiamo tutti i giorni la possibilità di scegliere, liberamente, da quando ci svegliamo a quando ci addormentiamo: cosa indossare per uscire, dove e con chi pranzare, percorrere un sentiero di mattoni gialli o la solita e noiosa strada asfaltata dove ci ritroveremo imbottigliati nel traffico. Scegliere! Io stamattina ho scelto dinuovo il mio sentiero, ho scelto di ricordare i ricordi, di ridere piuttosto che di piangere di rabbia, di accettare quello che provo. Ho scelto di arrendermi alla casualità e di gioire dell' "inaspettato", ho scelto lo stupore, ho scelto di non negare a nessuno un abbraccio nè un sorriso, ho scelto di accogliere un rifiuto e anche un' altra critica, di non essere "speciale" ma soltanto "una qualunque". Non mi sono persa, non sono stata trasportata da un ciclone nel mondo dei Munchkin nè voglio ad ogni costo apparire "originale e un po' matta" ho soltanto capito che nella vita niente capita per caso, a tutto c'è una spiegazione e se le cose fino ad ora non sono sempre andate tutte così bene non è soltanto perchè l' anno è bisestile. Abbiamo tutti uno straordinario potere decisionale bisogna solo sfruttarlo al meglio, ognuno di noi ribadisco può scegliere e nessun' altro potrà mai giudicare se la scelta fatta è giusta o sbagliata.

28 settembre, 2008

Promessa

Ogni minuto che vola via
è una nuova opportunità per mutarlo del tutto;
ogni istante è un' occasione per cambiare in meglio.
Dunque, vita, io ti prometto questo:
sarò sempre fedele al mio cuore.
Sarò il custode dei miei sogni.
Io solcherò tutti gli oceani guardando con occhi miei
il magnifico mondo in cui vivo.
Avrò caro ogni secondo
del tempo che mi è dato
come un tesoro immeritato.
Ecco, faccio un profondo respiro,
per riempirmi d' aria i polmoni
e per colmarmi del mistero e della magia
che mi circondano.
Me ne andrò per la mia strada,
non importa che cosa gli altri ne penseranno.
Padrone del mio destino,
non tradirò giammai il mio cuore.
La mia stessa felicità.
Vita, anche questo io ti prometto:
quando verrà il momento di andarmene,
di cavalcare l' ultima onda,
di dare corpo al mio ultimo sogno:
avrò un sorriso per te,
vita di grazia e meraviglia.
Per ringraziarti di tutti i momenti che mi hai donato
senza nulla chiedere in cambio.
Questa è la mia promessa a te:
preziosa, unica, magnifica vita!
(Tratta da: "La musica del silenzio - Ascolta la voce del mare e segui il tuo destino" S. Bambarén)

Gomma e matita



Praticamente un fumetto...

Limited edition











http://www.flickr.com/photos/guendi/2118309577/
http://sguendi.freeprohost.com/anelli.html
Un gioiello da segretaria...brava Guendi e tutte le tue originalissime idee! In vendita a Torino da "La Bottega di Fulgenzi" Via dei Mercanti 15/B. L' ultima "S" ieri l' ho comprata io.

La gioia di scrivere

La gioia di scrivere.
Il potere di perpetrare.
La vendetta di una mano mortale.

26 settembre, 2008

Toby bau di Pietralcina















Non ho mai parlato di lui, lui cane morsicatore che per ben tre volte si è rivoltato contro chi ha cercato di domare l' indomabile, lui incrociato con un bassotto, lui che a 14 anni è più vivace di quando ne aveva la metà, lui che invece di invecchiare sta ringiovanendo davanti ai nostri occhi increduli: stasera vi racconto la storia di Toby. Cascina a Crescentino, vivacchia nella gabbietta di un coniglio, smangiucchiato da zecce e pulci ma un giorno anche per lui una casa, un divano e tante coccole. E' un cane fortunato che non si è però mai sottomesso a chi ha aperto quella gabbietta. Stasera durante un' allegra telefonata con Chiara ne abbiamo parlato, prendendolo un po' in giro. "Ma è eterno!" già Toby ha superato la filaria, la torsione dello stomaco tipica dei cani molossoidi, una ranula e adesso, nonostante il mantello non sia più completamente fulvo, non ha neanche più l' alito cattivo forse perchè non ha più neanche un dente! E così veneriamo la bestiola come un piccolo Buddha, come la reincarnazione di un oracolo indù e ci lasciamo sleccazzare il viso perchè a lui piace così!

25 settembre, 2008

V.I.A.

V-ivere
I-n
A-rmonia
Arrivi a casa stanca dopo una lunga e pesante giornata di lavoro e, inaspettatemente, ti viene una gran voglia di andar via. In quel preciso momento invidi la lumaca che è in te! La lumaca è una creatura organizzatissima, non le serve altro di quello che già possiede, il guscio è la sua casa che come uno zaino robusto si porta sulle spalle, lentamente lei va dove vuole, libera...Stasera ha deciso di cercare quel posto dove fa sempre caldo, dove non si accendono i termosifoni e quindi non si spediscono agli inquilini le richieste di pagamento, dove non è importante quanto fai ma come lo fai, dove nessuno ti giudica ma tutti ti guardano sorridendo, dove non esiste l' indifferenza ma soltanto la comprensione, dove le persone non cambiano in un battito di ciglia, dove se strisci non fai pena nè hai perso la dignità ma semplicemente procedi con calma per non perderti i dettagli. Quanto sono importanti i dettagli per noi lumache! Per sopravvivere poi basta una foglia di lattuga e, se qualcosa non va come si vorrebbe, ci si può nascondere rifugiandosi nel guscio a piangere in silenzio, senza farsene troppo accorgere. Le antenne sono sempre ben diritte verso il cielo e se qualcuno ci costringe a tenerle rivolte verso il basso è solo per un attimo, perchè il cielo è per noi una calamita. La vita tutto sommato è "semplice" ma è altrettanto semplice complicarsela. Cerco di puntare le mie antennine verso le stelle ma ahimè stasera nello zaino ho finito l' ottimismo. Non so se sono più triste o più stanca, non so se il guscio mi si sia rotto a causa di una sassata o piuttosto di una violenta e ripetuta grandine, le lumache restano pur sempre indietro mentre tutto freneticamente va avanti. Adesso non resta altro da fare che appisolarsi tra le foglie, sul fango umido, "sbavettare" un po' per sigillare lo zaino e...tornare a sognare! Io sono una lumaca che sogna.

1.70 mt.

Sono alta ma non abbastanza per toccare il cielo con un dito !

24 settembre, 2008

Io non ho paura

Intrappolata nella rete, oggi ho divulgato un altro passatempo trovato su Internet. La collezione di amici che ci si può creare su Facebook. Ci abbiamo giocato in ufficio con Gianna ed il Geo, entrambe subito coinvolti, sotto gli occhi di Angela, che archiviando disapprovava un po' i nostri esperimenti e le relative risate. E' divertente solo divertente..."mi accetterà o no?Risponderà alla mail o la ignorerà facendo finta di non averla ricevuta?"...Stamattina a questo proposito ho trovato inaspettatamente nella mia "cassetta della posta" un fantasmino del passato, un passato direi remoto, che con un "Ciao!Ma guarda chi c'è..." ricercava un contatto. Al liceo era il ragazzo più sensibile che abbia mai conosciuto, il primo a farmi un regalo nel giorno di San Valentino, l' unico a trovarmi carina allora nonostante i capelli corti e spettinati, il visino pallido e tutto il resto nascosto sotto un maglione di papà. Un grande e prezioso amico sempre presente. Telefonate chilometriche, lettere scambiate dopo le lezioni, regali ed affetto. Ma per adesso lo lascio ancora lì, in quello scatolone che ho riposto in cantina, sigillato perchè il contenuto non si impolveri troppo ma anche perchè così non riuscirà ad uscirci nemmeno un ricordo. E' in buona compagnia! Oggi poi è una giornata strana, il 24 per me e la mia famiglia lo è sempre, è un numero ricorrente, una data che si rivela o indimenticabile o difficile da affrontare. Stamattina ho deciso di smetterla di avere paura di pensare, di smetterla di pentirmi per quel che dico o ho detto, di smetterla di imbavagliare gli anonimi. Sono forte perchè chi mi circonda e conosce bene mi infonde tutta la sua forza e non mi abbatterò se qualcuno cercherà ancora di offendermi o piegarmi con un' affermazione cattiva ed ingiustificata quindi, chi ha qualcosa da dire...la dica! Infondo io sto più dalla parte di chi parla che di chi preferisce ascoltare. Non mi stancherò di cercare quello che ho trovato speciale in qualcuno, non mi stancherò di capire se c'è ancora oppure no, non mi stancherò di ricordare e se rischio lo "zerbinaggio" non importa perchè per me ne sarà valsa la pena ma soprattutto perchè io non ho più paura di essere giudicata.

23 settembre, 2008

L' importanza di chiamarsi Rossi

Polemizzo su una notizia appresa pocanzi: in caso di piena concordia da parte dei genitori la Cassazione autorizza l' attribuzione del cognome materno ai figli legittimi. Ma che importanza ha? Tranquillizzo subito il mio giovane marito, in caso di prole non ci si porrà nemmeno per un attimo questo genere di dubbio e penso sinceramente che la Cassazione dovrebbe occuparsi di problemi decisamente più seri ed importanti di un cognome che non è altro che un' altra etichetta. Pare sia per questioni di discriminazioni sessiste, un altro "contentino" per quelle donne che per sentirsi importanti, gratificate, emancipate ed alla pari hanno bisogno anche di questo "il pupo lo faccio io e il cognome glielo do io!" ma che assurdità. Non sono femminista, non lo sono mai stata e per una volta ancora mi pongo dalla parte dei padri, di quei padri che forse sull' argomento neanche riescono a dire la loro "Si cara va bene, il tuo cognome è bellisssssiiiiimoooo" e in cuor loro pensano "ma infondo anche il mio lo è" quindi, se vogliamo, la Cassazione non ha fatto altro che generare un nuovo motivo di dibattito, scelta tra moglie e marito e confusione. Il concetto di famiglia si sta a poco a poco disperdendo grazie anche a queste assurde novità. Sarò banale, patetica, sentimentale e noiosa ma credo che per un genitore l' importante prima di tutto sia la salute del proprio figlio e per un padre, o un nonno, motivo d' orgoglio in più anche il "tenero" desiderio di tramandare, com' è stato da sempre, il cognome paterno. Donne le soddisfazioni nella vita sono altre, i modi per dimostrarsi alla pari sono altri, credo che sia già una bella soddisfazione, rispetto ad un uomo, quella di riuscire a crescere nel proprio corpo una nuova vita, qualunque nome o cognome questa porterà.

22 settembre, 2008

A prova di insensibile














Dedicato a chi va di fretta, a chi parte, chi torna e chi aspetta.
A chi non ha più tempo da perdere per ascoltare
e a chi di cose invece ne ha ancora tante da raccontare.
A chi non si rassegna all' evidenza
e ancor non riesce a dire..."pazienza"!
A chi giudicherà stupide ed infantili queste rime baciate
ed insieme a loro anche chi le ha scritte e pensate.

Libertà (200° post)




Un minuto d' amore















"Il taglio illegale sta distruggendo le ultime foreste primarie del Pianeta e sta accelerando i cambiamenti climatici. La Commissione europea ha posticipato a settembre il voto per la proposta di legge contro il taglio illegale. Questa è una decisone scandalosa. Intanto che la Commissione si decide a votare, ogni giorno prodotti in legno di origine illegale provenienti da foreste come l’Amazzonia, il Congo e l’Indonesia continuano a entrare in Europa. Scrivi al Presidente Barroso per chiedere una legge europea forte contro il legname illegale. Senza più ritardi."
Avere un blog credo serva anche a questo e confido in chi, passando di qua, troverà il tempo per firmare una petizione per una giusta causa. Partecipate direttamente alla petizione oppure diffondete questo link. http://www.greenpeace.org/italy/campagne/foreste/forestlove

www.trenitalia.FLOP

LAV: disobbedienza civile contro limiti cani in treno
22/09/2008
Il Ministro Altero Matteoli ha il potere di bloccare l’anacronistica e inutile disposizione annunciata da Trenitalia che dal 1° ottobre bloccherà l’accesso ai treni con cani di media e grande taglia, permettendo il carico solo di quelli sotto i sei chili, in trasportino e con certificato veterinario. Così la LAV si appella al responsabile dei Trasporti per bocciare questa ulteriore limitazione alla circolazione di animali domestici, con i quali ormai vive quasi una famiglia su due nel nostro Paese, una illegittima limitazione all’accesso al servizio pubblico che favorisce peraltro il trasporto privato.
“La sporcizia sui convogli è dovuta alla maleducazione umana e all’inefficienza del servizio di pulizia di Trenitalia, prendersela con i cani serve solo ad acquietare qualche ignorante coscienza, vista la sonora bocciatura operata dal punto di vista tecnico-scientifico dal mondo medico-veterinario, lasciando inalterato il problema di decoro e sanitario dei treni – ha detto Gianluca Felicetti, presidente LAV – se non ci sarà un ripensamento la LAV invita i cittadini a salire, il prossimo 1° ottobre, con il proprio cane su un qualsiasi treno e compiere un atto di disobbedienza civile”.
“Come per qualsiasi umano che intende salire in condizioni visibilmente pericolose per gli altri, anche per i cani mal tenuti il controllore ha già il potere di non accettare una persona in treno, e già adesso di fatto in tutti gli Eurostar non si può circolare con cani e gatti – ha concluso il Presidente della LAV – Trenitalia prenda a modello le ferrovie britanniche o tedesche, sia per l’accettazione di animali domestici che per la pulizia delle carrozze, altrimenti zecche o altri parassiti troveranno sempre ospitalità sui suoi treni, e senza limitazioni di peso, trasportino e certificato veterinario”.
22 settembre 2008
Diteci dove e quando e io, Cabì, Ste, Toby saremo in stazione a disobbedire!Vergogna!

Auguri Dario

Felice compleanno al Geo che oggi ha compiuto trent'anni: grazie per i salatini e per la gogliardica pausa delle 12 (non fate più bere Gianna!).
Ben arrivato Signor Autunno: pittore e poeta.

21 settembre, 2008

Un sogno che sembra realtà

Mi arrendo a Matrix.

C'è la morte in "palio"

Attendo con ansia il Tg Regionale delle 19,30 e soffro nell' attesa di conoscere quante saranno state le vittime del Palio di Asti che si è corso oggi pomeriggio. Amo i cavalli, animali superiori, dotati di grazia ed intelligenza, odio i fantini che li spingono a velocità insostenibili su una superficie tutt' altro che consona agli zoccoli o peggio li spronano a frustinate. Tutto per cosa? Per una stupida tradizione, tanto chi ci rimette la vita, perchè si parla di abbattimento, sono sempre tristemente loro. Portate i bambini ai maneggi, fategli accarezzare il muso di un cavallo, fate in modo che lo guardi negli occhi con rispetto e sensibilità e non in mezzo ad una folla urlante che sventola bandiere, non davanti a quella che si rivela tutti gli anni una carneficina. Se poi lo desiderate imparate a montare, fidatevi ne vale la pena!

Facebook

Anto mi ha ri-proposto via mail di entrare a far parte di una comunità di cui assolutamente ignoravo l' esistenza, un luogo chiamato "facebook"...Perplessa ho chiesto a Ste di cosa si trattasse esattamente e così mi ha dato "ripetizioni" sull' argomento. Ho aderito alla richiesta della mia amica ormai pluriventennale di Brugherio ma credo che questo "esperimento" per me finisca qui. Sono tra i suoi "friends" (sai che novità lo sono da quando aveva 6 anni e io 12) e la cosa se fa piacere a lei fa piacere anche a me! www.facebook.com/

:)

Grazie a chi oggi mi ha definita così:
"una farfalla dietro ad un muro".
(E' vero qui "svolazzo" libera!)

S-curriculum vitae

Nasco a Torino 34 anni fa all' Ospedale Maria Vittoria in C.so Tassoni, 16 luglio 1974 ore 23,50: già sull' ora scelta per la mia venuta al mondo ci sarebbero un sacco di osservazioni da fare...10 minuti e mi sarei portata dietro, in eterno, pure un bel "17". Parto spontaneo e da quel tesoro di mamma esce una bimbotta di 4 chili e 300 gr. dai capelli rossi dritti e gli occhioni azzurri (un "bel" mostriciattolo ciccio dalle mille grinze tipo sharpei). Primo aneddoto fondamentale che mi contraddistingue da sempre e che il mio buon padre racconta a chiunque abbia in qualche modo a che fare con me, è questo: pare che data l' ingordigia succhiassi le teste ai miei vicini di culla in cerca del latte materno...risultato: l' isolamento, una culletta tutta mia.1974-1986 Nei primi anni della mia vita sono posseduta da una bimba buona, timida, ordinata e coscienziosa: alle elementari sogno addirittura di fare l' infermiera come Candy Candy e a Natale, nel presepe, la maestra mi propone di fare, udite udite, la giraffa, io accetto, ringrazio e sorrido! 1986-1989 Alle medie cambio idea sul mio futuro lavorativo e, grazie alla Prof.ssa Fossa (matematica e scienze), mi appassiono all' entomologia (quante cazzate si pensano da ragazzini...).Studio volentieri e, all' esame di terza media, riesco a fare collegamenti assurdi tra materie completamente diverse, infatti così mi preparo: il Romanticismo e Giacomo Leopardi per italiano, i pittori romantici per arte, la Tour Eiffel per francese, la Rivoluzione cinese per storia e la Cina per geografia, non ricordo come ma sono riuscita in qualche modo a collegarmi anche ad educazione fisica (forse parlando del ping pong, sport preferito proprio dai musi gialli). Ricordo che ci si doveva presentare all' orale indossando la maglietta disegnata da ciascuno durante l' ultima lezione di educazione artistica, descrivo la mia: due giraffe con il collo intrecciato che si baciano...bleah! Un tripudio di cuoricini! Ancora giraffe...Risultato finale "distinto" e così inizio il liceo scientifico. 1989-1995 Gli anni del liceo preferirei dimenticarli, non conservo dei bellissimi ricordi in proposito: la varicella in quarta, gli esami di riparazione e addirittura la perdita di un anno, questo nessuno se l' aspettava dalla "giraffa del presepe" e invece...39/60 un voto che sa tanto di presa per il culo, non è 36 e manco 42! Non importa...sono diplomata. 1995-2000 Dopo essere riuscita ad entrare nella graduatoria per l' ingresso alla Facoltà di Medicina Veterinaria, rinuncio e cedo il passo a qualcuno che riesca a sperimentare sugli animali senza farsene il minimo scrupolo, rinuncio ed un mio sogno svanisce prendendo coscienza del fatto che sì, sono una dura, ma all' idea di studiare al macello mi sento morire! Seconda scelta: la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. L' inizio è lento ma semplicemente strepitoso, un' infilata di 28 e 30. Di giorno, dopo le lezioni, sedute sulle panchine del "giardino roccioso" del Valentino, a veder cambiare le stagioni come i libri su cui studiare, materia dopo materia e di notte al Mivida a "raccontarci" e ballare: io, Federica e Cosetta. Eravamo affiatatissime, coltivavamo la stessa passione per la natura e soprattutto questo ci teneva unite. Poi...dopo qualche anno...Federica ha preferito l' America a Torino e così si è laureata a San Francisco da cui mi scriveva lunghissime e coloratissime lettere, Cosetta si è trasferita a Loano, a convivere con il suo grande amore, l' ultima volta che l' ho sentita voleva iscriversi ad un corso per imparare a modellare la creta. Il mio percorso è continuato purtroppo senza di loro. A distrarmi dagli impegni universitari: l' Enpa, il volontariato, le guardie zoofile, il lavoro in ufficio in C.so San Maurizio a fianco del Presidente (...).
Impettita standista al Salone del libro, fanatica volontaria dietro ai banchetti animalisti qua e la in giro per Torino e provincia per comunicare un pensiero e cercare "umanità", "sensibilità", ma anche "sostegno". Dal 2000 ad oggi: prima "quel che c'è da fare lo faccio" adesso contabile di 3° livello presso lo Studio C.
Lingue straniere: il francese scritto e parlato, l' inglese, ehm, poco scritto e pochissimo parlato. Uso del pc:...esagerato, incontrollato, quasi una "dipendenza".
Patente: esiste il temine "spatentata"?
Interessi: tanti forse troppi...la natura, gli animali, scrivere, la musica, il "cosa pensano gli altri", il teatro, lo shopping, la tarte-tatin (nel senso che mi interessa molto a fine pasto ritrovarla tra i dessert!).
Sport: il tennis, l' equitazione...il sesso...

20 settembre, 2008

Pensierino della sera

Sono una stupida nonchè "boccalona", immatura, illusa, ebete, fissata...99% di stupidità e 1% di acqua.
(Grazie a Gianna che venerdì si è accorta che qualcosa proprio non andava ...)

L' oggetto misterioso















Passeggiando per Via Garibaldi non mi perdo mai una bancarella, sono curiosa, lo sono sempre stata e sempre lo sarò. Ste non fa altro che distrarmi a volte allontanandomi anche "fisicamente" ma oggi pomeriggio...ho vinto io! Sbang sbang sbang...Chi è che fa così tanto rumore? Un vecchietto sulla settantina malportata batte con forza il suo martello su un pezzo di metallo cilindrico, io mi avvicino, saluto e mi fermo ad osservare, intanto Ste è già altrove. L' artigiano mi guarda e sorride "Ciao begli occhi !" arrosisco e gli chiedo cosa stia facendo, lui con fare gentile mi fa notare il suo banchetto: splendidi ed originali braccialetti fatti semplicemente con delle vecchie forchette alcuni hanno i rebbi arrotolati, altri intrecciati, altri ancora sono ulteriormente abbelliti con pietruzze multicolore. "Ne vorrei uno ma quanto costano?" - "Dieci euro mia cara" - "Andata!". Indico quello che ho già immortalato e appiccicato qui sopra. Bello vero? Fatto quasi su misura perchè, dopo averlo provato, l' ha modellato appositamente sul mio polso, ovviamente non direttamente con il martello! Hi,hi,hi! Chi mi conosce sa quanto mi piacciano questi gioiellini così originali e semplici, a volte provo persino a fabbricarmeli da sola: famosissimi i miei anelli fatti con bottoni e filo di rame delle vecchie pendole riparate da papà. Con 10 euro in meno ma una bellissima forchetta al polso mi sono ricongiunta alla mia "disgustata" metà che anche stavolta non ha approvato l' acquisto. Pazienza, stasera la mostrerò ai miei amici e loro, che la sanno lunga sul mio conto, esclameranno: "Simo ma che bellaaaa!!!" io me la guarderò, sorriderò e trascorrerò una bellissima serata.

19 settembre, 2008

Etichette

Stamattina a Torino era praticamente autunno inoltrato: cielo grigio e pioggia fitta, lungo il corso un vento freddo scompigliava le chiome dei platani facendone cadere le foglie. Mi piace l'autunno e se vogliamo anche la pioggia, concilia il sonno ed i pensieri...In ufficio ho cercato di tenere a bada, poco e male, il mio nervosismo legato alla preoccupazione di non finire in tempo utile il lavoro che sto facendo e di conseguenza non mi sono crogiolata in quella bella e unica atmosfera che si respira il venerdì. L' Arch. con il maglioncino blu e jeans anzichè giacca e cravatta, sua moglie indaffarata ad organizzare il week-end, Gianna e il Geo a scherzare...insomma una giornata diversa.E io?Ferma assolutamente ferma davanti al mio pc, con le mie quattro frecce ben accese come in quella pubblicità tanto in voga in questo momento alla Tv, ad inserire dati, elaborare, stampare, veloce manualmente, lentissima mentalmente. Unica pausa che mi sono concessa, in completa solitudine, i miei 5 cracker ai cereali guardando fuori dalla finestra: la pioggia sempre più fine stava facendosi da parte dinnanzi ad un pallido ma caldo sole. E poi...galeotto fu il cracker...In questa sede non ho ancora sproloquiato sulle etichette a volte mal apposte sulle persone. Un giudizio è un' etichetta: tu che ti credi un universo, un cielo a volte buio a volte stellato, un codice difficile da decifrare bè scopri a malincuore che a qualcuno basta una parola per definirti e tutto si riduce poi a quello. Inutili le buone intenzioni, ti avvicini e zacchete c'è chi prontamente allunga una mano e ti appiccica un'etichetta. E il mondo va avanti così: da una parte quelli che giudicano con le loro etichette ben in vista e il loro pennarello nero dall' inchiostro perenne ed indelebile e dall' altra quelli che attendono il giudizio. Una volta etichettati è difficile, molto difficile, riuscire a staccarsi di dosso quel giudizio.E' più facile, il trucco sta proprio lì, è più facile giudicare che essere giudicati ed ecco perchè ci sono persone su cui le etichette non le si sa più dove attaccare. E' facile, veloce ed indolore: passi accanto a qualcuno, magari neanche lo guardi, neanche ti soffermi a chiederti cosa stia pensando, come stia fisicamente, se pianga o rida, niente ti riesce a distrarre, passi ed attacchi...Il primo stadio prevede l' autodifesa del bersaglio, la sequenza dei "non è vero..", "non sono così..", "ti sbagli...", "non mi conosci...", il secondo l' attacco incrociato fatto di accuse reciproce "allora anche tu sei...", il terzo, quello a cui sono io, la rassegnazione. Attenzione! Rassegnazione non serenità. Penso, ma forse questo per un innato istinto di sopravvivenza, a chi mi sta giudicando e mi domando subito quanto valga per me un suo giudizio se tanto o poco, nel primo caso mi arrendo e mi lascio etichettare, nel secondo man mano che mi si appiaccicano le etichette riesco a staccarmele di dosso da sola con un soffio pensando che "Ha diritto di giudicare solo chi sa meglio fare". Stasera anch'io ho un' altra etichetta, che fortuna, ma riesco a riderci su e me la tengo nella speranza che la persona che me l'ha attaccata un giorno passi a riprendersela, il giorno in cui riuscirà a (ri)vedere in me qualcosa di interessante, prezioso e magari persino utile.

La volpe nera

"È nera come la pece ed è una volpe. I britannici dovranno ricredersi perchè l’incredibile animale esiste veramente. Il quotidiano britannico «The Sun» pubblica tre foto di un cucciolo di volpe nera. Gli esperti non erano a conoscenza di questa specie e non sanno spiegare il suo colore. Le foto della volpe nera sono state scatttate tra le tombe di un cimitero a Chorley, nel Lancashire, nord-ovest dell’Inghilterra, dal 48enne Kevin Hehir. «Credevo che le volpi nere fossero una leggenda - ha commentato Hehir, aggiungendo - era come se il diavolo mi stesse guardando». (Notizia tratta da "La Zampa.it")

Il silenzio degli innocenti

Chi sono gli innocenti? Semplice sono quelli che ti guardano indifesi e che si lasciano travolgere dalle tue parole, quelli a cui ti rivolgi, non sempre con garbo ma a volte con rabbia, arroganza ed invadenza, in cerca di risposte, di conferme. Quelli che non riescono a capire cosa ti stia passando per la testa e si arrendono davanti alle lacrime che non riesci a trattenere. Sono quelli che per amicizia sopportano gli sbalzi d'umore, che ti baciano sulla guancia all'improvviso e ti offrono un amaretto alla fragola (gnam!) o quelli che anche al di là del monitor fingono di essere presenti assecondandoti un po' ma con la mente svolazzano altrove. Gli innocenti ti sussurrano la loro comprensione ...

18 settembre, 2008

3,2,1...buio!

Eccitata ed ansiosa come quando a Capodanno si attende il fatidico brindisi, contenta e sorridente dopo una giornata faticosissima (sono alla mia seconda settimana di straordinario) ma dai tanti aspetti positivi (uno soprattutto), ieri sera a quest'ora già mi aggiravo per la casa calcolando il percorso per non scordarmi neanche un interruttore. Bello e significativo il "passaparola" fino all' ultimo momento anche tramite Internet (grazie Calendula!). Alle 21,40 mi sono seduta sul divano vicino a Ste ed ho iniziato a miagolare "Spegni il pc...dai..." mi ha guardata, l'ho preso per mano e...3,2,1...Buio! Buio e silenzio, ognuno avrà trascorso quei 10 minuti in modo diverso, io vi racconto i miei. Ho guardato il buio ed ascoltato il silenzio, ho pianto di gioia lasciandomi andare stemperando così la tensione e lo stress quotidiano, ho pensato un po' a tutto e a tutti, a chi come me non si arrende nemmeno davanti alle più crudeli e definitive evidenze, a chi non pensa "Tanto è tutto inutile" ma insiste nell'aggrapparsi alla più fragile speranza. E così non sono passati solo dieci minuti...Non ho avuto fretta di riaccendere la luce perchè ho scoperto che nel buio e nel silenzio alla fine, a volte, ci si sta benissimo!

La vita? E' adesso!

"Sei tu che porterai il tuo amore per cento e mille strade perchè non c'è mai fine al viaggio anche se un sogno cade...Sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia mentre mi vieni incontro e imparerai che per morire ti basterà un tramonto...In una gioia che fa male più della malinconia ed in qualunque sera ti troverainon ti buttare via...E non lasciare andare un giorno per ritrovar te stesso figlio di un cielo così bello perchè la vita è ADESSO!"
(Non cambiare)

17 settembre, 2008

Domenica è sempre domenica

Domenica scorsa abbiamo organizzato un pranzetto in un posticino davvero carino che merita di essere segnalato: "La via del sale" a Polonghera, 40 minuti di auto da Torino. Tavolata rotonda, ben apparecchiata, tutto curatissimo nel minimo dettaglio, uno di quei posticini tanto "intimi" che piacciono a me, praticamente il pranzo della domenica in famiglia. Abbiamo mangiato e bevuto benissimo, riso, scherzato e parlato (io e Massimo) di Darwin (spero di arrivare in tempo e il tomazzo di 500 pagine "L'origine delle specie" riuscire a regalartelo io!). Sono questi i piaceri della vita, sono queste le cose che fanno stare bene e non smetterò mai di pensarlo e dirlo. Una mangiata, una risata e anche un discorso importante con un amico importante che condivide una tua passione che non è svanita una volta terminati gli studi. E poi...Il Parco di Racconigi: immersi nel verde, a toccare gli alberi, calpestare le foglie, in attesa che arrivino i magici colori dell' autunno.






16 settembre, 2008

Nel silenzio

"Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo svanisca con le nuvole, ed è la mia perenne consapevolezza del passato che causa a volte il mio dolore. Ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,non scambierei i dolori del mio cuore con le gioie del mondo intero".

10 minuti

Oscurità mondiale: il 17 settembre 2008 dalle 21.50 alle 22.00.
"Proponiamo di spegnere tutte le luci e gli apparecchi elettronici affinché il nostro pianeta possa 'respirare'. Se ci sarà una risposta collettiva l'energia risparmiata sarà moltissima. Solo dieci minuti e vedremo cosa succede. Stiamo 10 minuti nell'oscurità, prendiamo una candela e semplicemente fermiamoci a guardarla mentre il nostro pianeta respira. Ricordate che l'unione fa la forza e internet ha molta influenza, può essere qualcosa di veramente grande".
(Grazie Davide per la preziosa segnalazione, io come sempre divulgo e domani...compro una candela!)

In questo mondo di...anonimi !

Questo post lascia il tempo che trova, non avrei mai voluto scriverlo e invece anche stavolta darò a qualcuno una bella soddisfazione. Ho iniziato a scrivere qui per il mio puro piacere di scrivere, piacere inesauribile ed insaziabile e mi rendo conto che non è da persone sane di mente l'avere sempre qualcosa da dire ma forse sono davvero una povera squilibrata perchè per me è così. Racconto episodi di vita realmente vissuta, sensazioni, opinioni, appiccicco foto che ritengo significative, insomma è un mio spazio che però ho scelto di condividere. Per questo motivo non ho mai temuto i commenti dando la possibilità a chiunque di lasciare un'opinione, un saluto, una critica, un giudizio. Oggi però mi sono resa conto che Internet non è il Paese delle Meraviglie, anzi può sembrarlo per un attimo trasformandosi poi nel peggiore dei ghetti, dopo le carezze ad occhi chiusi arrivano le sassate ad occhi ben aperti. Non ho mai "imbavagliato" nessuno anzi ultimamente ringrazio chi mi giudica, chi trova in me qualcosa di sbagliato, chi riesce a dirmelo senza tanti giri di parole abbia questo un nome o uno pseudonimo. Ma non sempre ci sono persone come me dall'altra parte del monitor e qualcuno di questo pare non rendersene conto. Sto cambiando o forse soltanto invecchiando: mi sono sempre battuta contro l'anonimato, ho sempre sostenuto il principio del "dimmelo in faccia", ma ora mi domando: quando si addita qualcuno possibile che la cattiveria e la superbia a volte accechino a tal punto da non riuscire anche solo per un attimo a pensare "sarà sufficiemente forte per sopportare?". Ho difeso persone non necessariamente amiche giudicate a mio avviso ingiustamente, le ho difese con tutta l'anima andando contro a chiunque e adesso mi ritrovo a non riuscire come vorrei a difendere me stessa riconoscendo i cattivi tra i buoni. Un tempo avrei sbraitato, insultato, mi sarei barricata dietro la mia grande e scomoda personalità, "Io sono..", "Io faccio.." e adesso qualcuno un po' mi ha cambiata, mi ha reso una lumaca che si crede farfalla e così rispondo alle critiche o alle provocazioni con un "forse ha ragione..", "ci penserò..", "scusa..". Domani magari spunterà un "Cip e Ciop" o un "Urca urca" a commentare questo inutile post e io leggerò il suo commento perchè rispetto anche chi non pensa che io brilli come una stella ma piuttosto strisci proprio come una lumaca nel fango. (Quando il sogno finisce inizia l' incubo...)

15 settembre, 2008

Auguri al mio nonno bis

Fortunata ad averti conosciuto, orgogliosa nel sentirti suonare, commossa quando mi hai detto "chiamami nonno". Anni di studio in conservatorio, l' insegnamento, l' orchestra della Rai, i viaggi anche all' estero, nonostante tu te lo possa permettere, non ti vanti per quello che sei ma semplicemente ricordi come lo sei diventato ed è un piacere nonchè un onore starti ad ascoltare. Quando mi hai conosciuta, al termine di un tuo concerto, mi sono avvicinata intimidita, stretta nel mio cappottino nero, tu mi hai guardata bene, hai sorriso e mi hai chiesto "Come ti chiami?" io ho risposto sussurrando il mio nome e tu, con tutta la fantasia di cui è dotato un'artista, mi hai detto "il tuo nome inizia con la più dolce delle sette note, il Si". La musica ti mantiene giovane, il violino è il tuo miglior amico. Felice complenno al mio nonno bis!

14 settembre, 2008

Ritorno al passato









Cari colleghi...buon inizio settimana!

Abbraccia un albero

"lo sono il calore del tuo focolare nelle fredde notti d'inverno e l'ombra amica quando sfolgora il sole,
io sono la trave del tuo tetto,
l'asse della tua tavola,
io sono il letto nel quale dormi,
sono il legno delle tue navi,
sono il manico della tua zappa
e la porta della tua casa.
lo sono il legno della tua culla e della tua bara,
ascolta la mia preghiera:non distruggermi."

13 settembre, 2008

Tale padre tale figlia...

La passione per lo scrivere l' ho sicuramente ereditata da papà ed eccone la dimostrazione...
"Era una bella mattina di giugno e siccome il caldo incominciava a farsi sentire aprii la finestra della camera che usavo come laboratorio. Dopo aver ripulito ben bene il mio banco di lavoro - ah, dimenticavo: sono un orologiaio - mi apprestai a riparare un vecchio orologio appartenente alla categoria dei lavori che si rimandano sempre perchè noiosi e particolarmente complicati, ad ogni buon conto quella mattina ero abbastanza di buonumore ed iniziai il lavoro. Smontando il movimento dell'orologio ne controllavo una ad una le ruote per verificarne l'integrità e, nell'attesa di passarle nei vari bagni di pulitura, queste erano tutte in bella fila sul banco. Improvvisamente l' imprevedibile dramma: una mosca posandosi volò via con una piccola ruota attaccata al pancino! In preda al panico mi precipitai a chiudere le finestre, la ruota era preziosa perchè essendo l'orologio piuttosto vecchio non ne esistevano più i ricambi. Mi misi alla ricerca della mosca che, per mia fortuna, ronzava ancora nella stanza senza farsi vedere. Ed ecco l' assurdo caso difficile da credere ma realmente accaduto: improvvisamente zsss zsss zsss...la mosca con la ruotina che cadde sana e salva sul mio banco di lavoro! Recuperata! Da quel giorno imparai a voler bene anche alle mosche!".

11 settembre, 2008

Siamo ancora qui

Le particelle si sono scontrate eppure siamo ancora, ahimè, tutti qui...Miliardi spesi per tenerci col fiato in sospeso, alcuni con la speranza di assistere alla fine del mondo, altri impauriti di perdere ciò per cui hanno duramente lavorato, altri ancora incerti se disperarsi per la fine o gioire per un nuovo e spettacolare inizio...ma...Per me quella del 10 settembre è stata una giornata come tante altre, poteva essere migliore, si vede che non mi sono adoperata abbastanza per renderla tale, ma mi ha offerto questo spunto: se succede qualcosa io sono pronta. Non ho paura della morte e questo l' ho già più volte ribadito, quanto piuttosto della sofferenza, ma infondo si soffre un po' tutti i giorni, senza bisogno di assumere l' atteggiamento della povera vittima incompresa, è così. Si soffre per la perdita di qualcuno, si soffre per un insulto ingiustificato, si soffre per qualcuno che della tua sofferenza non glien'è mai fregato un granchè, anzi addirittura ne gioisce. E quindi nel nostro piccolo, senza parlare sempre dei grossi problemi che affliggono l' umanità, non è detto che un cambiamento così radicale come la fine del mondo, di questo mondo, portasse qualcosa di incredibilmente positivo. Ma forse qualcosa è successo e non ce ne siamo ancora resi conto, forse abbiamo cambiato dimensione e ohibò non c'è niente di nuovo ma resta tutto noiosamente uguale, forse abbiamo saltato come in Stargate ma ci siamo ritrovati in un luogo esattamente identico a quello in cui già ci trovavamo, forse qualcosa di più grande, più potente, assolutamente inspiegabile gioca e fa in modo di tenerci allo scuro di ciò che ha realmente in serbo per noi, forse dobbiamo semplicemente arrenderci! Ho parlato tanto di questo argomento con quelli che hanno avuto voglia e pazienza di starmi ad ascoltare ed alla fine tutti si sono rivelati concordi su un punto: quei soldi investiti in un così grande progetto forse potevano essere impiegati in qualcosa di più utile e ad effetto immediato. Ma come avrebbero fatto i giornalisti senza una così sensazionale notizia che potranno far durare la bellezza di vent'anni vale a dire la durata dell' intero esperimento? A questo proposito ho assistito ad una scena che definirei tragicomica: ero in giro per commissioni in V.Garibaldi quando la mia attenzione è stata attirata da due strani individui all' angolo della via: una "signora" piuttosto procace, bionda, occhialoni da sole, minigonna super aderente, scollatura che non lascia nulla all' immaginazione maschile, armata di un microfono e al suo fianco un tipo magrissimo che cercava di sorreggere con tutte le sue forze un' enorme telecamera. Cielo gli intervistatori noooo!!!Mi sono defilata evitandoli ed ho assistito all' "aggressione" di un vecchietto con tanto di cannette per l'ossigeno infilate nel naso. "Scusi scusi siamo di Telestudio, lo sa che domani a Ginevra accenderanno l' acceleratore più potente del mondo?Potrebbe finire il mondo sa?Cosa ne pensa?". Ma che "bip" vuoi che ne pensi un nonnetto che se va bene avrà ancora 1 anno di vita, ricurvo sul suo bombolone di ossigeno, ocona senza cervello, dell' acceleratore di Ginevra? Volevo, dato che sono "invadente" fermarli e difendere il vecchietto ma non mi sono intromessa. Ecco il primo risultato dell' esperimento: dare la possibilità ad esseri inutili ed ignoranti come certi giornalisti di impaurire la gente che tranquilla la fine del mondo l' aspetta senza timore da tutta una vita.

Quattro anni fa

Anche se disapprovi, se più volte mi hai detto di smetterla di scrivere e maledetto il giorno in cui mi hai regalato un pc tutto mio, io ti faccio anche qui gli auguri di buon anniversario...Oggi li abbiamo ricevuti da amici e parenti che quattro anni fa hanno partecipato alla nostra euforia, hai una moglie pazza e questo non lo meriti di certo ma che comunque ti ama tantissimo, non scordarlo mai!

10 settembre, 2008

Auguri Andre !


Scommetto che gli auguri su un blog non te li ha ancora fatti nessuno...Eccoli! Felice compleanno all' imprenditore inventore dello zerbino personalizzato...e chissà stasera dove ti porteremo a festeggiare...Hi,hi,hi!

09 settembre, 2008

Storia di un cane qualsiasi

Per rimanere in tema, stasera, voglio raccontare anche qui la storia di Cabì. Allora frequentavo assiduamente i canili di Via Germagnano, ho fatto volontariato prima in quello della Lega del cane e poi in quello dell' Enpa. Ogni sabato e domenica io, mia sorella o Chiara o Federica o Davide o tutti insieme, dedicavamo volentieri un intero pomeriggio o una mattina, agli amici a 4 zampe decisamente meno fortunati. In canile c' era sempre tanto da fare per tutti: chiunque avesse un po' di tempo libero, la passione per gli animali o semplicemente un briciolo di voglia di dare una mano senza ottenere nulla in cambio, era il benvenuto! Si pulivano i box, si dava da mangiare, si cambiavano le cassette della sabbietta ai gatti, si aggiustavano i pc della segreteria (vero Ste?!) ognuno trovava il modo di rendersi utile. Era l' 8 febbraio 1997, un sabato mattina qualunque, frequentando il corso delle Guardie Zoofile era previsto un mio turno in canile, Davide e Chiara a farmi compagnia...Guanti di plastica e tanta energia per ripulire i disastri combinati da gatti adulti e cuccioli nella loro piccola stanza quando, ad un certo punto, si presentano alla porta due ragazzi e, ohibò, una cassetta della frutta "Noi abbiamo trovato questa e non è vuota!" ci avviciniamo e sotto un plaid maleodorante, ci fanno capolino quattro musetti neri focati e otto occhietti languidi ma vispi. Il pensiero di Chiara corre in un attimo alla sua vicina di casa in cerca di un cucciolo di cocker "Che dici Simo, glieli spaccio per cocker e uno lo piazzo di sicuro, no?!" e io "Certoooo!". E così dopo una breve visita di controllo si torna a casa con un cucciolo anzi una cucciola vivace e puzzolente, avvolta nella felpa rosa, di quel genio della mia amica. Due giorni dopo solo due giorni..."Simo, non è andata, la Signora ha detto che non ha nulla del cocker, forse solo le orecchie all' ingiù, dobbiamo riportarla in canile passo nel pomeriggio con mio papà". Per "lavorare" con gli animali abbandonati bisogna essere pronti anche a questo: a vederli andar via con una bella e nuova famigliola ma anche a vederli tornare in canile perchè giudicati "inadatti". Non si può piangere, non è consentito, solo prendere atto del fallimento e sperare che qualcun'altro magari non cerchi proprio un cocker ma semplicemente un adorabile cucciolo da amare. Alle tre del pomeriggio...Davide, Chiara, il loro papà e la cucciola respinta al mittente erano sotto casa mia, io sopra a parlottare con mia madre e Ale..."E se la tenessimo noi? Abbiamo già Milkie ma possono convivere..." più ci guardavamo, più ne parlavamo, più eravamo convinte di tenerla con noi, unico ostacolo ritenuto pressochè insormontabile, mio padre. Tre piani di scale mai scesi così velocemente, un saluto frettoloso, prendo in braccio la piccola e "Proviamoci!". Ti abbiamo guardato, te l'abbiamo messa sul bancone del negozio, lei ha allargato le zampe scivolando (avete presente Bambi?) e il Signor S. ha esclamato "Anche lei adesso ha un cane!", lacrime di commozione e gioia, un ostacolo non così insormontabile! Grazie papà! Cabì fa parte della nostra famiglia e delle nostre vite, occupa un posto ben preciso nei nostri cuori e soltanto chi ama gli animali e ha, o ne ha avuto almeno uno, sa che cosa sto provando in questo momento raccontandovi di lei! Starai già dormendo sulla tua vecchia brandina...dormi serena cucciola mia! (Se cercate un amico a 4 zampe passate in canile!)

"Innamorarsi" di un veterinario

Oggi ho cercato di distrarmi in mille modi, soprattutto lavorando a testa bassa, per allontanare il più possibile quell' oscuro presagio che da giorni non mi fa dormire: Cabì avrà qualcosa di grave? A Cesare (e non Giulio...)l' ardua sentenza. La mia cagnetta undicenne domenica ha iniziato di punto in bianco a zoppicare e a questo si è aggiunta una lieve incontinenza urinaria che mi ha subito portato a pensare si trattasse di una patologia legata ad un' insufficienza renale: calcoli o peggio. Conoscendo i miei genitori, con cui vive, e la loro apprensività cronica non ho lasciato passare altri giorni e stasera l' ho portata da Cesare. Cesare Pierbattisti medico veterinario libero professionista (Patologie degli animali esotici), biologo e presidente dell’ Ordine dei medici veterinari della provincia di Torino, per me il miglior veterinario sulla faccia della terra e garantisco, ne ho conosciuti parecchi. Cabì ed io siamo sue affezionate pazienti dal 1997, impossibile al suo cospetto non "scodinzolare facendo le feste"! Ops...Affascinante, sicuro di sè, con la battuta sempre pronta e nello stesso tempo la serietà di un professionista, peccato essere un bipede e non un quadrupede. L'ho conosciuto prima ancora di trovare Cabì, al Corso per diventare Guardia Zoofila, ci ha fatto una serie di lezioni sul Cites e la Convenzione di Washington, sul comportamento animale e sul maltrattamento degli animali esotici: ascoltavo, prendevo appunti, registravo ogni singola parola, occupando sempre la prima fila. Bei tempi...Sono diventata Guardia Zoofila con tanto di distintivo, divisa e quasi porto d' armi poi...Ma questa è un' altra storia! Alle 19 trafelata ero davanti all' ambulatorio, in C.so Orbassano, io tiravo Cabì verso la porta d' ingresso, Cabì tirava me nella direzione opposta (la paura del dottore è insita anche negli animali). Sorriso, stretta di mano e..."Tocca già a noi?", "Certo!". Una visita accurata ed alla fine soltanto un dubbio: la causa dell' incontinenza potrebbe essere una carenza di estrogeni risolvibile con l' inizio della relativa somministrazione, ma per averne la certezza è meglio aspettare che un episodio sporadico diventi una sequenza precisa e non casuale di eventi. Per la zampa: una semplice slogatura della rotula. Sollevata, una volta uscita dallo studio, ho riferito tutto per filo e per segno ai miei che, ansiosi, attendevano il "verdetto". Mi fido di lui, di ogni sua parola, di ogni sua smorfia, lui è il mio "Dottor Doulittle" quello che non solo cura ma ama gli animali e se mai, per caso o per errore, si troverà a passare di qui, vorrei sapesse quanto lo stimo e gli sono grata.

08 settembre, 2008

Il primo giorno di scuola

Oggi a Milano hanno riaperto le scuole, presto toccherà anche a quelle della mia città. Il primo giorno di scuola...Me lo ricordo benissimo nonostante siano passati circa 28 lunghi anni. Scuola Elementare Statale A. Gambaro (già citata in uno dei miei primi post): allora la cancellata non era gialla ma di un banale grigio scuro e gli alberi erano al sicuro, felici scuotevano le chiome quando noi bimbi li infastidivamo troppo e sembrava giocassero con noi, bisbigliando, quando invece un venticello primaverile soffiava in mezzo ai loro rami verdeggianti. Sembrerebbe stranissimo, conoscendomi oggi, ma sono sempre stata una bimbetta tranquilla, serena, molto timida e, udite udite, ordinata! Accidenti come si cambia...Grembiulino rosa con le iniziali ricamate dalla zia su una pieghina davanti, calzette bianche mai abbastanza tirate su, capelli raccolti dalle parti, una delle acconciature che ancor oggi porto più volentieri, cartella rosa di Barbie, diario dei Beens, simpatici mostriciattoli simili a fagiolini verdi, credo che solo io e mia sorella avessimo la "fortuna" di possedere quello strano diario comprato insieme a tutto il resto del nostro corredo scolastico all' Upim di Asti. Classe 1^ E, la mia maestra la Signora Fiori...si ma fiori di pianta carnivora! Venti bimbi della mia età, tanti banchi uno vicino all' altro a formare un ferro di cavallo, per mano mia mamma. Un nuovo capitolo, qualcos' altro per me aveva inizio, ero intimidita ma nello stesso tempo incuriosita da questa nuovissima esperienza. "Bambini su prendete posto" e così 28 anni fa mi ritrovavo seduta tra due altre bimbette che sarebbero poi state l' una: una delle mie migliori amiche che ahimè non frequento più come vorrei, l' altra una futura compagna di liceo. Francesca: occhietti verdi, capelli castani a caschetto, grembiulino a quadretti bianchi e rossi, un viso paffutello e sorridente, davanti un album su cui disegnare grandi alberi dalla chioma non ben definita, tra noi si è creata subito una certa sintonia proprio per questa passione per il disegno infatti, ottenuto un foglio in prestito, mi ha domandato di insegnarle a disegnare le damine: mie creature immaginarie dal busto cortissimo e dalla gonna voluminosa coloratissima. Ahimè dall' altro lato...Federica. Un maschiaccio, capelli biondi incolti, occhioni blu e un cappello di lana rosa di Hello Kitty, in preda ad un pianto isterico. Quando è stata ora di salutare i genitori si è letteralmente appiccicata, come se al posto delle mani avesse due ventose, al vetro della classe singhiozzando e chiamando insistentemente "Mammmaaaa", io e Francesca allora ci siamo prese per mano, ci siamo avvicinate a quel corpicino nervoso e "posseduto" e con tutta la calma e la tenerezza dei nostri sei anni le abbiamo chiesto di venire a disegnare insieme a noi. Siamo riuscite a convincerla e da quel giorno siamo diventate inseparabili. Mi chiedo se anche loro ricordino così bene, come lo ricordo io, quel giorno.
Ahimè mi ero ripromessa di lasciar correre questa giornata così, senza lasciare traccia, senza darle nessuna importanza, senza ricordi, senza farmi troppo male e invece...ho sempre qualcosa da scrivere e da ricordare con una precisione quasi maniacale. Vorrei essere smemorata, quanto lo vorrei e invece non solo ricordo benissimo dov' ero in questo preciso momento anche soltanto un anno fa ma addirittura che cosa ho detto ed, ancor più grave, ho pensato! Dedico questo mio post a Federica e Francesca e spero che nella vita siano riuscite ad essere, anche solo per una notte, le strane ma bellissime damine dalle gonne colorate, di un principe speciale.

Chiuso per inventario

Oggi me ne starò chiusa qui, sola ed in silenzio, per riordinare cose ed idee.
Oggi non scriverò nulla !

07 settembre, 2008

Genio ribelle

"Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno". (Albert Einstein)

Un uomo di terracotta

Quando mi alzo al mattino vado in cucina e apro la finestra: davanti a me, sul cornicione della casa di fronte, lo "squadrone" dei colombi affamati, tutti in fila, cerca le briciole della mia colazione e tenta di attirare in vano l' attenzione perchè, da quando vivo qui, è lui e soltanto lui il primo a cui rivolgo il mio sguardo. Lassù sempre solo, un po' triste, pensa e osserva, così io cerco con un saluto, un buongiorno e una buona notte, di fargli un po' di compagnia. Se si trova su quel comignolo un motivo ci sarà sicuramente, chissà lui a chi rivolge i suoi sguardi, per chi sono i suoi pensieri e i suoi sogni. E' giovane, il suo corpo atletico non necessita di alcun indumento per coprirsi, domina il mondo dalla cima di un palazzo, veglia su chi corre sotto di lui e su chi non ha mai alzato gli occhi al cielo. Io non faccio altro...per questo siamo così in sintonia, lui non parla ma osserva, io parlo troppo e spesso non osservo abbastanza, ci guardiamo e ci capiamo. Ascolta il sussurrare del vento, fa la doccia sotto la pioggia e canta alle stelle che, nelle notti più buie, si stringono intorno a lui per non soffrire di solitudine. Qualcuno giudicherà questo post e il giudizio avrà il sapore di una condanna "Ma questa è proprio matta!" ma io non ci posso fare nulla, l' uomo di terracotta esiste ed è di fronte al mio balcone, sccchhhh mi ha appena sussurrato qualcosa "Clorophilla sta arrivando l' autunno, le foglie non sono più così verdi..." io lo rassicuro, sorrido e gli soffio un bacio "Non temere ci sarà sempre una goccia di linfa verde in ognuno di noi, la speranza non cade insieme alle foglie".

Segni e ferite

"...L'uomo è come un albero, sente, registra e trasforma le stagioni dell'anima o quelle del cielo in segni incisi, nel proprio cuore di carne o legno, sulla propria pelle che crea smorfie di gioia o dolore, e sulla corteccia elastica con linfa che sale o spaccata dal gelo invernale. Segni incisi, appunto, mie tracce su fogli di cellulosa della mia mano guidata da ciò che vedo e sento nell'albero, linee verticali per rispettare la sua paziente crescita, linee circolari e incrociate per rappresentare il tormentato movimento vitale che scorre dalla radice al frutto". M. Parisini
" Ascoltate la foresta che germoglia piuttosto che l'albero che cade". Hegel

Sabato pomeriggio















Ieri ad Orbassano il cielo era grigio, cupo e nuvoloso, ci si aspettava un temporale e invece...Da Mary e Marco sempre il sole! Un sabato diverso, un sabato speciale: Elena è nata da una settimana e quindi ci siamo riuniti tutti intorno a lei, ultima arrivata del gruppo. Un fiocco rosa sulla porta e due sorrisi pieni di gioia subito dopo, gli occhi un po' stanchi ma comunque felici. La piccola sta bene: mangia, dorme e le nostre chiacchiere e risate non la disturbano affatto anzi sembra persino le tengano compagnia. Eravamo noi, i soliti, quelli di sempre: Dany, Max e Ema che cresce ogni giorno un po' di più, Sabry e Ben che aspettano ansiosi la nascita di Nicole prevista per la fine di novembre, Ste T. che mi fa sempre tanto ridere nonostante il suo sarcasmo, io e Ste. Budino e biscotti per merenda, latte di mamma per i più piccini e così il pomeriggio è volato. Sto bene con loro, sento il loro affetto arrivarmi diritto nel cuore, io sono quella un po' strana, quella che parla tanto, quella che non ha ancora del tutto messo la testa a posto, quella che si intenerisce sballonzolando per casa un bimbetto di sei mesi e che si preoccupa per ogni suo strano versetto: "Ma piange?". La vita è così semplice, siamo noi che ce la complichiamo. A volte è sufficiente un sorriso, altre volte uno sguardo, senza troppe parole. Se si sta bene insieme non cambia nulla che siano le 17 piuttosto che le 22, un sabato o un lunedì, l' importante è ritrovarsi e non perdersi. E allora visto che mi piace tanto alla fine dei miei articoli "sbrodolare" un po'...Grazie amici, perchè riuscite a darmi senza neanche accorgervene quello di cui ho più bisogno!

06 settembre, 2008

Cambiamenti

"Il cambiamento. Non ci piace. Ci fa paura. Ma non possiamo impedirgli di arrivare. O ci adattiamo al cambiamento, o rimaniamo indietro. Crescere e' doloroso. Chiunque dica il contrario mente. Ma ecco la verità: a volte più le cose cambiano, più rimangono le stesse. E a volte... Oh, a volte cambiare e' una cosa buona. A volte cambiare e'...Tutto." (Tratto da "Le riflessioni di Grey's Anatomy episodio 2 - Quarta stagione" mi scusino i "colti"...)

"Chi è causa del suo male eccetera"

Consiglio del giorno: se avete qualche situazione in sospeso, se tutti i giorni vi fate le stesse domande, i soliti "perchè" non trovano una risposta, non rassegnatevi ma insistete! Sì, insistete perchè alla fine otterrete tutto ciò che avete cercato fino ad ora. C'è qualcuno in grado di giudicarvi, c'è qualcuno che non cambia opinione, c'è qualcuno che ricorda di voi solo le cose negative e grazie a questo qualcuno, domani mattina, vi sentirete una persona...peggiore! Mi faccio una risata perchè non sono più di moda neanche sentimenti e sincerità, se li comunichi "sbrodoli cazzate" e, se non lo fai, forse puoi aspirare al titolo di "amica dell'anno", i partecipanti al concorso stiano attenti però a non "rovinare tutto". Strisci, senza dignità ed alla fine ti chiedi se bisogna frequentare un corso per riuscire a giudicare così bene il tuo prossimo, perchè tu non riesci a farlo. Per fortuna c'è qualcuno che lo fa anche per te! Forse bisogna solo essere sicuri in se stessi, sicuri che tutto ciò che si dice o fa sia migliore di quello detto o fatto da qualcun' altro, sicuri di mete ed obbiettivi, sicuri di aver sempre e comunque ragione, sicuri di non aver mai sbagliato. Accidenti, la veggente è davvero un lavoro che non potrei mai fare, non mi aspettavo ancora rancore, risentimento, critiche e giudizi e invece...Pazienza, io non mi sento migliore rispetto a nessuno sulla faccia del pianeta, io sono una impiegatuccia qualunque che si lascia trascinare dalle emozioni (cazzate) e che non ha ancora imparato il suo manuale di istruzioni e stimo chi invece ha sempre la risposta pronta per qualsiasi domanda, chi nel dubbio sceglie sempre la via giusta. Io ho perso il concorso ma del resto "Chi è causa del suo male eccetera..."!

05 settembre, 2008

Le serve del Signore?

La mattina è incominciata con la colazione in compagnia di Gianna ed è proseguita con le commissioni all' ufficio postale di C.so Racconigi, To 6. Generalmente vado alla To 9, chiusa per inconvenienti tecnici. Prendo il mio numerino, mi metto tranquilla in coda ed aspetto...Finalmente tocca a me: mi avvicino e inizio a tirar fuori dalla borsa raccomandate e bollettini da versare, dall' altra parte del vetro il Signor G. simpatico, gentile, un tantino marpione. Mi intrattengo piacevolmente con lui conversando del più e del meno e spettegolando un po' sui colleghi dell' altro ufficio "Il Signor B. è simpaticissimo!" e lui "Io di più e sono anche più veloce!" e via discorrendo. Sento alle mie spalle il solito vociare di chi non solo ha fretta ma è anche infastidito dalle chiacchiere tra sportellista e cliente, non ci faccio troppo caso fino a quando non diventano un tantino "acide", mi volto e invece di incrociare lo sguardo di due zitelle di novant' anni incrocio quello di due "tenere suorine". "Pazienza sorella, nella vita ci vuole pazienza...". La mia fede nei loro confronti si è esaurita da un pezzo, non credo nè nei preti nè tanto meno nelle care sorelle che spesso si rifugiano nei loro confortevoli conventi non per aiutare l' umanità dandosi da fare ma per trascorrere il tempo raccolte in preghiera.Forse è la mancanza del sesso che le rende così tremendamente acide e ben poco rilassate. Il Signor G. mi fa l' occhiolino e mi chiede se ho ancora qualcosa da fare "No" rispondo io e lui "Peccato!".
Mi era già capitato tempo fa in farmacia, nella mia farmacia di fiducia dove mi serve una gentilissima dottoressa animalista e in cui non è un problema entrare con il cane, di avere uno scontro con una serva del Signore ed allora ero stata persino più polemica: "Il cane in farmacia?" e io "Sorella il mio cane non è anche lui una creatura del Signore che lei serve con tanta devozione? San Francesco non lo cita durante il suo rosario?". Amen !

Foto da annuario

Per fare un salto nel passato, nei mitici anni '60, '70, '80, '90...
http://www.yearbookyourself.com/

04 settembre, 2008

Aspettando il 20 settembre


Per favore limitate i danni ...

Eran nove

Eran nove (in questo caso), eran giovani e forti e sono morti ... perchè anche stavolta li abbiamo lasciati morire ! Io vorrei scrivere qualcosa di divertente che faccia sorridere, come consiglia Gianna Stravolta, ma ahimè, giorno dopo giorno, perdo fiducia e anche entusiasmo. La notizia è di oggi: addio orsi polari, svaniscono le speranze di salvarli. In pace su un iceberg che si scioglie, si ritrovano a dover nuotare nel Mar Artico, neanche il WWF prova realmente a portarli in salvo e miseramente rinuncia. Non ho parole, cioè ne avrei tante, ma dovrei censurarle tutte, allora le urlo a gran voce davanti allo specchio e scende, anche in questo caso, una lacrima di rabbia.

Clorophilla si è sbagliata

Se ci avessi messo la mano sul fuoco...mi sarei bruciata.
Se avessi scommesso qualche bene prezioso...l'avrei miseramente perso.
Se non avessi dato retta all' istinto...non mi sarei fatta una figuraccia.
Uffà ma quanti "se", alla fine comunque sarebbe stato bellissimo riuscire a riconoscere qualcuno in un "mare di qualcun'altro" solo ed esclusivamente attraverso il modo di comunicare, la fluidità delle parole, la delicatezza nell' avvicinarsi..."Riconoscerei quello che scrivi fra mille righe, di mille pagine, su mille libri diversi" ed è stato triste dover ammettere a me stessa di essermi sbagliata !
(Dedicato a chi di qui non passa mai)