23 dicembre, 2011

Aspetta e ricorda

"...."
"Perché sei sempre triste?" gli ho chiesto.
"Non sono triste".
"Si che lo sei".
"Non è quello" mi ha detto.
Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in verità è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata.
Allora, lì, è felice.
Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare.
Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei né triste né felice.
Sembri triste ma è solo perchè stai aspettando o ricordando.
Non è triste la gente che aspetta e nemmeno quella che ricorda, semplicemente, è lontana"

Aspetta, ricorda ma fai di tutto per essere felice!

22 ottobre, 2011

Il "bucatino"

E adesso??? Stamattina il sentiero di mattoni gialli ha cambiato direzione: io, come ogni giorno, mi sono incamminata ma la vita ha bussato sulla mia spalla indicandomi di svoltare. Ho riordinato i cassetti della scrivania liberandoli da inutili e vecchie scartoffie, ho cambiato il rotolo alla calcolatrice, cestinando le mie "battute" fatte di numeri incolonnati, ho pagato gli ultimi 15 caffè sorseggiati tra una risata ed un biscotto ai cereali durante la pausa delle 10, ho salutato commossa gli amici colleghi esclamando loro: "Vado, partorisco e torno!". Mi manchereanno in questi mesi, mi mancherà un po' di ciascuno di loro: il rapporto di amore/odio che lega a filo doppio me e Roby, i pettegolezzi bisbigliati con Angela, le lotte con il Geo freddoloso per tenere chiuso il mio calorifero, i riassunti, gli appunti, le spiegazioni riguardanti un lavoro imparato ben 11 anni fa ora trasmessi a colei che cercherà di incamminarsi lungo il mio "sentiero", mi mancheranno i loro sorrisi ed il loro affetto. Mi sono commossa sì e c'è chi ancora non ne capisce la ragione. Semplice: mi piace il mio lavoro, mi piacciono le persone con cui lo condivido, mi piace svolgerlo nel miglior modo possibile, mi piace tornare a casa dopo 8 ore trascorse seduta ad una scrivania davanti ad un pc, soddisfatta. Ecco soltanto alcuni dei motivi per cui ieri mi sono commossa. Sicuramente a questi si aggiunge poi il grande quesito che non mi abbandona da otto mesi a questa parte e un po' mi intimorisce e rende perplessa: "Sarò in grado di gestire anche questa nuova "situazione"? Riuscirò ad essere non la migliore ma quantomeno una buona madre?".
Ho scelto, visto le mie buone condizioni di salute, la maternità flessibile, vale a dire quel periodo che va dal mese prima della data presunta per la nascita a quattro mesi dopo il lieto evento.
Arrivata fin qui, adesso aspetto: tra il mini-bucato che sventola appeso ai fili della biancheria ed il vapore del ferro da stiro intento a non lasciar piega su questi piccoli bavaglini rosa. Aspetto e mi preparo, percorrendo, ancora di buon passo, il mio nuovo sentiero di mattoni gialli.

10 agosto, 2011

Dove finisce il mare

Se con una mano scrivo e con l’ altra cerco di tranquillizzare con una carezza il tuo moto perpetuo, agitato e confuso, a me difficilmente comprensibile, il mio sguardo da questo foglio insabbiato e dai bordi un po’ ingialliti, si rivolge spesso al mare e tu un giorno, se la genetica non è un’opinione, mi chiederai: mamma dove finisce il mare? Credo sia stata questa la prima domanda che, dinnanzi alla distesa azzurra, una volta in grado di formulare una  frase di senso compiuto, ho posto ai tuoi nonni ma ora ahimè davvero  non ricordo quale sia stata la loro risposta. Da dove arriva tutta quest’acqua? E come fa a non scivolare via lungo la linea dell’orizzonte? Una spiegazione logica, razionale e scientifica c’è, te lo garantisco, ma non penso  sia necessario conoscerla subito, la si può ignorare almeno fino a quando non sarai costretta ad apprenderla tuo malgrado e magari ripeterla a qualche acida maestra che, com’è accaduto a tua madre, terrà a freno la tua fantasia, ribadendoti che Babbo Natale non esiste e che i merli e i merletti dei castelli medievali non hanno nulla a che fare con pizzi e ricami. Bimba mia io, se vorrai, ti insegnerò ad andare oltre. Oltre la linea di confine delle cose ma soprattutto delle persone, delle apparenze, oltre le certezze dei saggi saputelli per i quali non esistono più i “ma” ed i “se” ma solo i “si” ed i “no”, coloro i quali alla sinuosa ed affascinante curva dei punti interrogativi, preferiscono la rigida baionetta degli esclamativi. Un consiglio: rendi il tuo orizzonte infinito, incomprensibile, indescrivibile, non restare mai “al di qua” ma spingi il tuo sguardo curioso “al di là” scoprirai così facendo che la vita è meglio di quanto io stessa te la riuscirò a raccontare. E quando, con aria incredula, insieme guarderemo il mare, sarò io a domandarti dove finisce ed attenta ed emozionata  ascolterò in silenzio la tua geniale risposta, magari, sorridendo, esclamerai: “Chiediamolo ai gabbiani”.

26 giugno, 2011

E ti porto con me

E ti porto con me, davanti a questo mare ora così calmo, sfiorato da un tiepido sole, tra le risate festose di bimbi insabbiati che ancora, nonostante i richiami delle madri agitate, giocano a rincorrersi.
E ti porto con me sotto questo costume da bagno che un tempo mai avrei indossato, così sgargiante e colorato che certo non nasconde le mie nuove ma  per me belle rotondità.
Ti porto con me fra le righe di un libro nuovo, comprato su una bancarella del lungomare da un vecchio burbero, un po' per fretta, un po' per noia, che ho capito dalle prime venti pagine essere un bel tomo triste su cui verserò anche qualche lacrima.  
Ti porto con me nei ricordi di un' estate fa e nei programmi di un' estate che verrà.
Si, ti porro con me, nel mio grembo e nel mio cuore !

03 maggio, 2011

Cure parentali


Argomento decisamente affascinante, studiato sui libri dell' università, approfondito sulle riviste scientifiche, letto e riletto nei volumi dei grandi etologi italiani e non: le cure parentali.
Un genere di vespa depone le sue uova all' interno di larve di coleotteri o ragni, prima paralizzati con il suo aculeo, per assicurare alla schiusa "carne fresca" alla prole. Vomitevole? Disgustoso? Avete presente una vespa? Quell' insetto spesso scacciato malamente se ci ronza attorno? Ecco quei pochi centimetri volanti sono capaci di un gesto così premuroso ed altruista. Inoltre ricordo ancora il Corriere Grosso (Charadrius hiaticula) uccelletto di 20 cm. x 8o gr. che riesce addirittura a fingersi ferito e simulare un volo maldestro, per distrarre il predatore, facendosi seguire e tenendolo così occupato ma soprattutto lontano dai nidiacei.
La natura insegna, affascina, stupisce e, se la memoria me lo consentisse, avrei centinaia di questi esempi da raccontare in proposito.
E' due mesi, ormai quasi tre, che per andare in ufficio non attraverso C.so Francia di corsa, schivando la velocità dei frettolosi in macchina: chissà perchè non mi ero mai accorta della vicinanza di quelle strisce pedonali davanti alle quali, facendo comunque attenzione, si fermano in molti. Mi guardo a destra e a sinistra e, per chi non esita a frenare, non dimentico mai un gesto di ringraziamento. Il mio passo non è rallentato ma è sicuramente più prudente, non  mi lascio distrarre dai messaggi sul cellulare, a cui posso rispondere una volta arrivata a destinazione, nè sottovaluto la presenza del marciapiedi. Ho l' impressione che la serenità, la tranquillità nell' affrontare la giornata lavorativa e non, mi faccia stare bene e tante volte rido ripensando a quando davo importanza ad eventi, comportamenti, anche soltanto parole, che ora mi sembrano inutili sciocchezze. Sei tu che riesci a portarmi tutto questo benessere? Sono quei pochi centimetri che cerco di proteggere e già accudire con tutta me stessa che mi aiutano ad essere così "bella"? Non importano le dimensioni nè se l' involucro è un guscio o un ventre, la sua presenza non la si può ignorare perchè quell' infinitamente piccolo è già immensamente grande. Se la vespa fornisce brandelli di larva ed il Corriere gioca a fare l' attore drammatico, io ascolto i consigli, respiro più profondamente, attraverso sulle strisce pedonali, insomma, un po' ho cambiato vita...e ne sono felice. 

11 aprile, 2011

Ci piace

....Give me nights of solitude, red wine just a glass or two, give me something fun to do...