04 settembre, 2008

Clorophilla si è sbagliata

Se ci avessi messo la mano sul fuoco...mi sarei bruciata.
Se avessi scommesso qualche bene prezioso...l'avrei miseramente perso.
Se non avessi dato retta all' istinto...non mi sarei fatta una figuraccia.
Uffà ma quanti "se", alla fine comunque sarebbe stato bellissimo riuscire a riconoscere qualcuno in un "mare di qualcun'altro" solo ed esclusivamente attraverso il modo di comunicare, la fluidità delle parole, la delicatezza nell' avvicinarsi..."Riconoscerei quello che scrivi fra mille righe, di mille pagine, su mille libri diversi" ed è stato triste dover ammettere a me stessa di essermi sbagliata !
(Dedicato a chi di qui non passa mai)

03 settembre, 2008

Operazione e cuore aperto

Ci sono cose che non andrebbero dette, altre che non andrebbero fatte eppure qualcosa di ignoto e meraviglioso ci spinge a dirle e farle. Ci sono sentimenti che arrivano al cuore senza passare per il cervello e non perchè questo non ci sia, ma semplicemente perchè non li riesce a controllare, decifrare ed eliminare; leggeri, impalpabili, vagano in noi senza una meta e possono passare giorni e giorni ma loro sono lì che galleggiano e non affondano. Non necessariamente sono condivisi, anzi, direi che la maggior parte delle volte non lo sono affatto ma questo non implica il doverci rinunciare, l'imporsi di frenarli o addirittura ignorare che esistano o che siano mai esistiti, fanno parte di noi anime perse che accarezziamo i cuori, a volte, senza riuscire ad entrarci. Si vive di ricordi, di emozioni urlate tutte d' un fiato o sussurate per la paura di essere derisi o fraintesi. Una notte, senza un perchè, la luna è più luminosa, gli occhi brillano di più e il giorno dopo, al risveglio, il cuore batte un po' più veloce: il sentimento abbandona la via della ragione e nella testa c'è un nuovo bellissimo "perchè?". Niente di grave, niente da cui si voglia guarire. Le parole sono troppe ma escono senza controllo dalla bocca sfiorando le labbra come un bacio rubato. Ci sono cose che la ragione non avverte ma il cuore, per fortuna sì !
(Grazie a Milo Manara che è riuscito a rendere le donne più belle ed affascinanti che mai).

02 settembre, 2008

Everland

Per chi viaggia spesso con la fantasia
Per chi ha la possibilità di andarci per
davvero
Per chi riesce ad immaginare avventure meravigliose
Per chi non ha mai visto la Tour Eiffel così da vicino
Per chi non andrebbe solo per godersi il panorama
Per chi non vede l' ora di partire ma mai di tornare
Fateci un "viaggetto" anche voi, quando e con chi vi pare, perchè a Everland tutto è possibile. http://www.everland.ch/

Istruzioni per il volo

http://it.youtube.com/watch?v=TSxIckekMZQ

Fragole infinite

La cosa che rattrista maggiormente, adesso, è la consapevolezza di non aver lasciato niente di piacevole ed "esclusivo" ma soltanto una sorta di terribile fastidio simile ad un' orticaria dopo aver mangiato un cestino di fragole, ahimè senza nemmeno lo champagne !

E' tornata Gianna la saggia...

"Pigl' 'o tiemp e parl buon !"
Le ho promesso che cercherò di imparare a pronunciare questa perla di saggezza popolare nel miglior modo possibile...

'O sole mio

Stamattina pioveva: quella bella pioggerella di settembre che non so se riuscirò a descrivere come vorrei a parole, quella da cui non vorresti neanche ripararti perchè non ti bagna ma soltanto rinfresca la pelle, nell' aria l' odore delle foglie e dell' asfalto insieme, che per un attimo si fondono, pur rappresentando due realtà ben diverse di questa mia città. E' stato il primo risveglio senza Cabì che alle 7.30 già ti guarda scodinzolando per la sua passeggiata, la mia piccola è tornata a casa, ma dopo 15 giorni di convivenza stento a non chiamarla rientrando dall' ufficio o ad offrirle da leccare il mio vasetto di yogurt, a pranzo. Ultimamente l' ho vista soffrire di solitudine, credevo addirittura non stesse bene e invece non appena ha rivisto i miei genitori ed è rientrata in possesso della sua vecchia brandina scozzese, non ci crederete, ma mi è sembrato sorridesse per la gioia. Un po' mi manca il non averla più qui a farmi compagnia in queste pause pranzo: troppo lunghe da trascorrere da sola e troppo brevi per scrivere tutto ciò che ho per la testa. Con l' inizio di questo mese finiscono ufficialmente le vacanze e la gente riprende ad avere fretta, quella fretta che non permette più di guardarsi intorno, che peccato! In ufficio ieri sono rientrati Gianna ed il suo sorriso: i suoi racconti, come fotografie colorate, di un'estate trascorsa al sud, sono riusciti a distrarmi un po' dal mio stato "confusionale", poi stamattina quanto abbiamo riso...Canticchiava come una noiosa litania "Le lacrime di marzo" di C.Baglioni, io pinzavo le bollette degli affitti e ad un certo punto avrei voluto pinzarmi anche una vena! "Le lacrime di marzo che ora tu piangi per me mi fan sentire grande ed importante più di un re mi piace dirti cose per le quali soffrirai coprirti di bugie e di cattiverie che tu accetterai..." Gianna per cortesia cambia repertorio! E invece no, ha fatto in modo di ricordare tutto il testo e continuare a cantarlo, l' ha interrotta soltanto una mia provocazione che ha ovviamente scatenato un dibattito al femminile "Il bastardo alla fine si è tolto un fastidio, la piagnucolona smette di piangere perchè muore! Infatti..."ti sei uccisa ieri non ce la facevi più le lacrime di giugno almeno non le piangi più io giro per il mondo e ho raccontato a chi non sa che il cielo a marzo è azzurro e che non piange ...". Lei piangeva e lui si faceva grosse risate!". Devo averla punta sul vivo perchè a spada tratta ha continuato a difendere l' insensibile della canzone, ricordandomi la strofa "le lacrime di marzo già non le capisco più però io sono in piedi ed in ginocchio ci sei tu a volte vorrei dirti che sto bene insieme a te ma ho tanto di quel tempo perché tu non vivi senza me" e ribadendomi che ci sono cose che si sentono ma semplicemente si rimanda per riuscire a dirle. Abbiamo coinvolto anche il Geo, povero, che nonostante sia rifugiato nel suo ufficio infondo al corridoio sente ugualmente le nostre chiacchiere e risate, il suo parere maschile in proposito però non l' abbiamo capito benissimo...sorseggiando il caffè, davanti alla magnolia e ad un cielo incerto ho continuato a sostenere la mia teoria della rompiballe appiccicosa che per fortuna si toglie di mezzo. Il dibattito si è concluso, per fortuna, con una piacevole telefonata e conoscenza: "Aspe' ti passo la mia amica Simo (non sai quel "la mia amica" quanto mi abbia fatto bene)...Mimì detto "pachino", in diretta da Salerno che, udite udite, è passato di qui ed ha trovato questo mio ripostiglio di idee confuse "carino"! Un grazie di cuore, il dialetto napoletano è come un raggio di sole che entra da una finestra: sempre così allegro...che fortuna!