15 novembre, 2009

Lacrime di clorophilla (Diritto di critica)

Quando rientro a casa dall' ufficio difficilmente qualcosa riesce a distrarmi, ad attirare la mia attenzione, a rallentare il mio passo, niente eccetto una blatta qua e là (ma questa è un' altra storia...): l' ansia di varcare l' uscio di casa è sempre più forte. Infreddolita, stretta nel cappottino quotidiano, dallo sciarpone di lana spuntano solo i miei occhi a volte assonnati, a volte vispi, a volte intontiti, a volte distratti ma, alcune volte, anche vigili ed attenti. In perfetta coordinazione, pochi giorni fa, si sono rivolti verso un qualcosa che, forse, avrebbe in seguito fornito del cosiddetto "buon materiale" per il mio cervello, per le mie elucubrazioni, per il mio bagaglio di assurde e, spesso insignificanti, polemiche quotidiane. Un manifesto bello, ma proprio proprio bello: i miei colori preferiti, il verde ed il blu, il mio soggetto preferito, un vegetale, il mio slogan ideale "Regala un albero". Ohibò, tutto questo meritava senz' altro un attimo di attenzione, un attimo di pausa, una battuta d' arresto al mio piè veloce. Mi concentro e leggo da cima a fondo: "Torino e i suoi alberi: un patrimonio da gestire" e ancora "Torino 2008 città dell' albero", "Regala un albero alla tua città" ed alla fine un vecchio scontrino fiscale, appallottolato al fondo della mia borsa, si è rivelato prezioso per annotare l' indirizzo del sito dove ottenere maggiori informazioni sull' iniziativa.
Una volta a casa, il pc è già sul tavolino del salotto che mi aspetta, mi ci avvicino con il mio scontrino e, inforcati nuovamente gli occhiali, sono pronta alla lettura, ansiosa di verificare se il messaggio letto poco prima sia davvero un messaggio di speranza, di novità, frutto di un' idea geniale. Illusa! Sempre tutto troppo bello per essere vero, sempre tutto troppo perfetto per crederci ancora, la delusione è lì e non tarda, anche questa volta, ad arrivare. Certo Signori e Signore regalate un albero, aprite il vostro portafoglio e fate una bella donazione al vostro Comune, "regalate" ad esempio un bell' acero, o meglio Acer campestre, la circonferenza del cui tronco va dai 10 ai 12 cm, vi costerà soltanto dai 170 ai 300 euro...insomma fate un gesto nobile per una nobile causa.
Vi risparmio gli insulti che sola soletta ho sbraitato indignata davanti al monitor, ma non le mie considerazioni. Scopro con stupore, visitando sempre il medesimo sito, che nel 2008 la mia Torino è stata eletta "Città dell' albero", proprio nel 2008 quando vicino a casa mia, nel cortile della mia scuola elementare, A. Gambaro, sono stati abbattuti, senza pensarci poi molto, due esemplari di alto fusto secolari sanissimi per edificare due orribili scale antincendio e davanti a casa, sul controviale, altrettanti per due posti in più di parcheggio. Non sarà forse che la parola "albero" in questo momento va di moda anche se si ignora ciò a cui si riferisce o meglio questo non interessa poi un granchè?
Ma torniamo alla home page del Comune, davvero ricca di sorprese...
Insomma constato a malincuore che, anche in questo caso, non tutti si possono permettere di regalare neanche un albero me compresa: i prezzi sono stabiliti in base alla circonferenza della specie e per un Platanus acerifolia si possono raggiungere addirittura i 700 euro! Se fossi un albero piangerei clorofilla per la pena, l' ignoranza, la speculazione in cui siamo così bravi. Il metodo più veloce, immediato, senza dispendio di troppe energie è senza dubbio la richiesta di fondi, di benefattori, di offerte, di beneficenza che non ha poi nulla a che vedere con il "fare del bene", anzi a volte si rivela proprio l' esatto contrario. Vuoi anche tu una città con più verde pubblico? Comprati gli alberi. E pensare che la parola "regalo" mi "suonava" così bene...

2 commenti:

katiu ha detto...

Appena avevo visto il titolo della notizia sul sito de La Stampa ero corsa anche io a leggere, pensando ad una iniziativa degna di nota e soprattutto immaginandomi a dispensare alberi come regali di Natale ai miei amici torinesi.

Poi leggo bene l'articolo, leggo i prezzi, e mi è preso un colpo. Ok che il comune deve rifornire le proprie casse visto che gli hanno tolto l'ICI, ok che avrà un deficit allucinante visto i soldi spesi per una stazione in cui nemmeno ferma un treno AV, ma rifarsi sui poveri cittadini volenterosi .. mi sembra un po' eccessivo.

A questo punto, tanto vale andare in un vivaio e comprare un albero, andare in mezzo ad un bosco e piantarlo lì!

Clorophilla ha detto...

Siiii!!! Ci sto!!!Mi procuro una zappa e si va... ;-)