13 gennaio, 2010

Le 17.00 in punto

Davide era stato piuttosto categorico "Quel film non fa per te !". Dapprima con un sms poi con una telefonata, più da fratello maggiore che da amico, mi avvertiva degli effetti collaterali della visione del film Hachiko: "Simo, davvero lascia stare, io più ci ripenso e più mi sento in dovere di dirtelo...Lascia stare !". Cocciuta come sono, l' ho ringraziato e, quasi come se avessi dovuto affrontare chissà che, l' ho tranquillizzato "Amico mio, è solo un film !".
Ma quanto mi sbagliavo...Un cucciolo prima, un cane poi, orgoglioso, preciso, che non si perde in tante leccatine ma fa capire al suo "padrone" che può contare sempre, ovunque e comunque su di lui, sulla sua presenza, sulla sua incommensurabile fedeltà. Questa mia recensione non sarà melensa nè patetica ma realista. La pellicola infatti è tratta da una storia vera e forse è questo il principale motivo della commozione che arriva improvvisa, non così inaspettata ma per certi versi persino piacevole, la sensazione delle lacrime che scendono quasi involontariamente sul viso per un' emozione che giunge dritta dritta dal cuore, non dal cervello ma dal cuore, a me è successo così. Più seguivo con attenzione la storia, a dire il vero conoscendone già all' incirca l' andamento, più mi stupivo di poter contenere un così esagerato quantitativo di liquidi: il volto inespressivo, sentivo solo le guance bagnate, nient' altro.
Non le ho asciugate, neanche una, fino ai titoli di coda, me le sono "godute" ed ho gioito nell' avere nuovamente la conferma che a volte è un essere umano a non avere il diritto di possedere un' anima mentre un animale sì, eccome. Davanti all' ingresso di una stazione ferroviaria per 10 lunghi anni, tutti i giorni sempre alla stessa ora, le 17,00 in punto, ad aspettare qualcuno che arriva o che non arriva poi più, questo non importa. Chi di noi aspetta, resta immobile nell' attesa per ore ed ore, sotto la pioggia, la neve, il sole e poi la luna? Chi lascia passare giorni, che poi diventano anni, solo ed esclusivamente aspettando per amore, stima, gratitudine, qualcuno? Chi non è distratto da nulla di più urgente ed importante ma anche più futile, da non rimandare, abbandonare, dimenticare? Solo quando sopraggiunge la morte, Hachiko abbandona la sua missione: stare al fianco di colui nel quale aveva riposto tutto se stesso, la sua vita, la sua ragione d' essere, non un cane ma un amico, un fratello. Questo non è un film solo per cinofili o animalisti, è un film per chi crede che valga la pena aspettare qualcuno sempre e comunque vadano le cose, per chi difficilmente rinuncia, per chi spera e continuerà (magari inutilmente) a farlo ed anche a chi non si vergogna di piangere ancora e prendere come esempio un quadrupede anzichè un bipede.

4 commenti:

katiu ha detto...

Lo ammetto: non lo guarderò. Ho ancora in mente le lacrime per "Io e Marley", e sinceramente il mio cuore non può resistere ad altro dolore.

Detto questo, è vero: a volte noi umani non meriteremmo un'anima, perchè diamo tutto per scontato e perchè l'amore incondizionato non sappiamo nemmeno cosa sia. Loro invece, gli animali, lo sanno, lo conoscono bene, ed è per questo che se ne fregano del tempo e della luce, del sole e della notte, e attendono: perchè amano. Punto.

L'altra sera, quando sono arrivata a casa, non sono salita subito in quanto avevo un impegno, ma ho dato la mia borsa ai miei che l'hanno portata a casa. Tilde non mi ha visto entrare .. e pare sia andata fuori di matto fino a che, 1 ora dopo, io non ero tornata!
Se non è amore questo!!

calendula ha detto...

Non lo guarderò neanche morta, ho evitato accuratamente da molti anni tutti i film con animali, mi conosco non mi limito a piangere, no, assolutamente, io non ci dormo la notte, non penso a nient'altro per giorni, e mi prende uno scoramento inimmaginabile.... dopo la morte della mia amatissima principessa Trudy, non mi sono più esposta, sono passati 5 anni dalla sua morte, ma ancora oggi ci sto così male.....

Giacomo ha detto...

Ciao,vuoi fare uno scambio link?
Saluti
Giacomo

Chiara Taormina ha detto...

secondo me commuoversi per una storia ricca di emozioni e sentimento è sempre una cosa buona. Abbiamo molto da imparare dagli animali