
30 ottobre, 2008
29 ottobre, 2008
4 personaggi in cerca...
Alla fine siamo poi solo in quattro, in alcuni ci si ritrova in molti di più, noi qui siamo in quattro. La domanda a cui, per ora, solo io so fornire un' adeguata risposta, s' insinua già tra le due righe di questo mio folle scritto: "Cosa vorrà dire?" ma soprattutto "Perchè?". Un attimo di pazienza cari eventuali lettori...Ecco, adesso che anche colei che si fa sempre aspettare, è tra noi, sul palco, accendete pure i riflettori perchè ci si presenta. Quattro, quattro come le sillabe del mio buffo pseudonimo: Clo, Ro, Phil, La. "Dai fatti avanti, tocca a te, nessuno ha mai cominciato nulla dalla fine", nessuno a parte me. Clo: ben educata, razionale, sicura di sè, si impegna per arrivare soddisfatta alla fine della giornata, delle quattro è quella che dispensa consigli, che polemizza sui fatti di cronaca, che l' ultima parola dev'essere sempre la sua, si sente forte e non si lascia intimorire dalle critiche perchè sa distinguere quelle costruttive da quelle no. Ha lo sguardo austero, freddo e distante, le piace starsene per i fatti suoi e non condividere le emozioni ma piuttosto farne scorta e, a volte, dimenticarle infondo ad un cassetto come un paio di collant. E' una persona su cui si può fare affidamento, una persona a volte logorroica, che per difendere una giusta causa si sente sempre nel bel mezzo di un processo, i nonni del resto le dicevano "Con la tua parlantina dovresti fare l' avvocato!". Non parla mai a sproposito piuttosto se ne sta zitta e lavora, lavora senza stancarsi anche solo per il puro piacere di farlo. Viaggia parecchio e per questo, ultimamente, la si incontra di rado, ma noi sappiamo che c'è. Non ruba mai la scena a nessuno, cura la sua immagine ma non ne è schiava, poco vanitosa, si veste in maniera semplice ma curata. Ro: il divertimento preferito quando era ragazzina quello di fare a cazzotti con suo padre, un maschiaccio, l' assenza di femminilità in persona, non conosce la parola "delicatezza", jeans e scarpe da ginnastica in estate, jeans ed anfibi in inverno. Ride a crepapelle anche per delle stupidaggini non curandosi troppo dell' espressione sciocca, mangia senza pensare ai chili di troppo, affonda le dita nella nutella come una vera signora e se le ciuccia golosamente. Ancor oggi tira calci e pugni a poveri malcapitati, per gioco sì, ma alla fine le botte sono botte. I suoi cassetti non hanno nulla di sensato come del resto gli armadi, tutto è dove capita e solo lei sa trovare quel che cerca, se le si vuol fare un dispetto si crea ordine nel suo infinito disordine. E' la presenza divertente, solare, del resto il suo sorriso che non ci abbandona mai. Phil: ed ecco lacrima facile, 'na palla, a volte inutile, ma c'è anche lei e quindi sono obbligata a presentarvela. Amore fa sempre rima con cuore, adora leggere gli aforismi riportati all' inizio dei libri, a volte impararli a memoria e riportarli fedelmente un po' dove le capita, poi magari il libro manco lo legge ma l' aforisma non le sfugge mai. Ondeggia e galleggia in un mare di "ma" e "se", vive spesso di ricordi che volutamente conserva per farsi un bel pianto, si arrende alle emozioni, in lei non esiste un briciolo di razionalità. Sguardo languido e cuore agitato. Per un amico si taglierebbe una mano, a volte pensiamo che cerchi di soffrire a tutti i costi, un po' ci si perde nei suoi silenzi inaspettati. Invadente, a volte opprimente, non rinuncia neppure di fronte alla più evidente delle sconfitte. Involontariamente gioca a fare la vittima, ahimè noi sappiamo però che per lei questo non è affatto un gioco. Spesso parlotta tra sè e sè, nascondendosi sotto lo sciarpone di lana che l' avvolge in queste ormai fredde mattine d'autunno. "Tocca a te!Ti muovi?Non posso star qui ad aspettarti tutta le sera, ho altro da fare, altro da leggere, altro da raccontare" ecco La. Assurda, insensata, fuori luogo, dice tutto quello che le passa per la testa, non ha filtro nè bocca nè cuore, impudente, provocatoria, l' avvolge una nuvola dolciastra che sa di vaniglia bourbon, delle quattro è decisamente la meno seria. Si lascia andare all' istinto, in qualsiasi situazione, lei non pensa agisce, cerca nonostante le poche doti fisiche (ha una scarsissima terza di reggiseno e una taglia 44 abbondante) di essere carina puntando tutto su occhi e capelli, poi il resto un po' lo si aggiusta. Lei è così come la si vede, non recita una parte, semplicemente si abbandona alle passioni anche se pericolose, fuori luogo e assolutamente inaspettate. Gioca con la vita che va spremuta e bevuta tutta d'un fiato senza lasciare nulla di intentato. Sbadiglia se annoiata, arrossisce sorridendo se eccitata. Le piace credersi "unica" e "speciale" anche quando proprio non lo è. Noi siamo in quattro, alcuni ci odiano, altri ci amano, noi siamo in quattro e voi?
27 ottobre, 2008
1 Pensiero

Oggi non è stata una bella giornata, la nebbia, il freddo, 636 silenzioso ed immobile se ne stava lì e non si guardava neanche intorno, rassegnato, sembrava addirittura che i suoi rami fossero stanchi, la piccioncina bianca chissà dove si sarà rifugiata, sul cornicione della casa difronte infatti restano soltanto i suoi amici che ahimè son tutti grigi, vittime del polveroso smog e della noia. L' uomo di terracotta non mi ha degnata di uno sguardo, anche stasera è tristemente pensieroso ed io lo sono con lui.
26 ottobre, 2008
"Fragile paccottiglia"
Un trasloco è riscoprire in una vecchia credenza un piattino orribile dai colori improponibili che date le dimensioni non servirà mai a nulla ma che essendo un regalo di una nonna che non c'è più o di una zia che l' ha sempre conservato come una reliquia, diventa prezioso e non può certo essere eliminato. Vecchie bomboniere senza più confetti accanto a preziose tazzine in fine porcellana, caramelle di vetro soffiato blu cobalto...Scatoloni e fogli di giornale. E' difficile riuscire a distinguere cosa valga veramente la pena di essere conservato e quindi portato con sè da quello che invece non serve più o mai è servito e quindi lo si può facilmente eliminare. Io che sono sempre in balia dei ricordi trovo un brandello di foglio di giornale in cui avvolgere disordinatamente anche il piattino più inutile trovandolo di una bellezza unica nel suo genere per un qualcosa che probabilmente vedo solo io. Mi sono chiesta assemblando polverosi scatoloni se fosse più doloroso dimenticare o essere dimenticati, eliminare o essere eliminati. Le persone si dividono anche in base a queste due categorie un po' come le scritte sul cartone "Cose preziose", "Paccottiglia". Alla fine a volte ci si porta appresso anche la paccottiglia che, per brutta ed inutile che sia, un tempo forse, in un passato remoto, a qualcosa è servita rivelandosi preziosa: chissà magari proprio su quel piattino qualcuno ha appoggiato una tazzina di caffè caldo, profumato ed inebriante, dall' aroma forte con al fianco un piccolo cioccolatino fondente, un caffè da bersi in una pausa e a cui non si riesce a dire di no ed in tutto questo che cosa c'è di così brutto ed inutile? "Fragile paccottiglia".
636
E' una bellissima mattina d' autunno, il sole è caldo, in cielo neanche una nuvola, gli alberi sotto casa sorridono parlottando tra loro del più e del meno. Il "636" è il più casinista del viale, ha le foglie scomposte e i rami disordinati, non riesce a sistemare la chioma ribelle neanche con l' aiuto del vento e all' una di notte, se lo sai ascoltare, lo trovi ancora lì che si guarda intorno alla ricerca di qualcosa o di qualcuno che gli presti attenzione. Ieri, rincasando, l' ho sentito interrogare un lampione dirimpettaio scambiandolo probabilmente per una lucciola solo un po' di più brillante. Ho alzato gli occhi e gli ho bisbigliato "ma tu non dormi mai?" come risposta ha fatto cadere una foglia. Certo i lampioni come gli alberi ne vedono di cose...E stamattina all'alba, quando mi sono affacciata alla finestra, era già lì, il chiacchierone, che si agitava sgranchiendo i rami come ossa. Il nostro rapporto è una sorta di "amore-odio": per certi versi siamo molto simili perchè ad entrambi piace ritrovarci al centro dell' attenzione avendo sempre qualcosa anche di poco importante da dire, per altri non lo sopporto e chiedo a lui il silenzio e la quiete che non riesco infondo a ritrovare in me. Credo ci leghi comunque una bella amicizia e mai smetterò, passandogli accanto, di lasciargli una mia carezza ed un mio sorriso.
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