03 marzo, 2009

Claretta

Cambia il modello a seconda delle stagioni, il colore in base all' abbigliamento o alle scarpe ma il contenuto resta quasi sempre lo stesso: ma quanto si può capire di una donna sbirciando nella sua borsa? Le mie sono assai bizzarre:ne ho una, che in molte mi hanno invidiato, acquistata a Firenze in una piccola ma stravagante bottega artigianale, arancione di lana cotta dalla forma circolare paragonabile ad un segnale stradale, una fatta a bauletto in vernice blu elettrico, una a tartaruga e tante altre diverse e l'unica caratteristica che le rende tutte simili fra loro è solo e soltanto ciò che contengono: il caos, proprio come la mia testa, i miei cassetti, i miei libri. La mia non è mai la tipica borsa della signora matura e sposata di trenta quattro anni nè quella della donna in carriera con organizer su cui annotare appuntamenti ad ogni ora e palmare dell' ultima generazione, non è la borsa della super-organizzata che ha sempre con sè un pacchettino di fazzolettini di carta nuovo con l' adesivo integro magari aromatizzati all' eucalipto, un assorbente di ricambio se non due, da scegliere in base all' intensità del ciclo ed una confezione di cerotti dalle più svariate misure adatti a qualsivoglia tipologia di ferita: dal pressoché invisibile taglietto allo "squarcio" più sanguinolento e profondo. Come invidio quelle che "Non è che per caso hai un...." e subito "Certo! Ce l'ho in borsa!" sempre pronte ad ogni evenienza e richiesta quando tu, al contrario, speri che nessuno ti chieda mai la stessa cosa. E va bè, la cartella delle elementari era ordinata perchè me la preparava la mamma, quella delle medie segnava un passaggio, al liceo lo zaino dava chiari segni di squilibrio. Ora frugo nella mia borsa come se girassi la polenta nel paiolo, tento di trovare con il tatto e la manipolazione ciò che cerco e tutte le volte mi stupisco quando riscontro la presenza di ciò che realmente mi occorre, una sorta di mio "inutile indispensabile". Svelo il contenuto. Fondamentale, anche se pressochè perennemente vuoto, il portafoglio, rosso Ferrari, gonfio non di banconote ma di scontrini fiscali dimenticati, conservati, stropicciati, nello scomparto delle monete una chiavetta Usb reciclata (Ste non la usava più, io desideravo quella fatta a cane ma come dice il proverbio "Chi si accontenta...") non credo di averne mai avuto realmente bisogno ma si presentasse l' occasione...i cerotti no ma la chiavetta sì ! Carte di credito nessuna ma migliaia di tessere che promettono sconti pazzeschi in libreria, dal parrucchiere, al supermercato che poi, presentandole alla cassa, non mantengono mai, le conservo perchè sono colorate, lucide lucide e riempiono scomparti che altrimenti resterebbero vuoti, odio nel portafoglio, come nella vita, lasciare spazi vuoti. Piegata in un angolino nascosto c'è anche la mia poesia preferita di Neruda, da ormai due anni a questa parte che ogni tanto mi fermo, leggo, ripiego, ripongo e proseguo, alleggerita quanto meno nello spirito. Nessuna foto, nessun santino, ultima arrivata, sperando che possa essere ancora ritenuta valida, la tesserina per la scelta a favore della donazione degli organi. E poi c'è la mia Moleskine di cui ho già parlato, anonima, nera, piccola con, attaccato al cordino segna-pagina, un campanellino dorato che mi avvisa della sua presenza ogni qualvolta io la sfiori indelicatamente: lei custodisce i miei pensieri al vento che non potrei fermare se non avessi Claretta piccola biro dalle sembianze umane che ahimè ogni tanto, simile anche in questo alla sua proprietaria, perde la testa. E' tale e quale a me quand'ero adolescente non potevo avere una compagna di viaggio diversa.Uno specchietto coloratissimo, un burro di cacao normalissimo, inodore, insapore, incolore, le chiavi che stento a non perdere, un Moment forse, ma non ne sono certa, credo ormai scaduto, una manciata di graffette abbandonate che dovrei riportare in ufficio nel loro habitat naturale e qualche elastichino rinsecchito. Tutto semplicemente qui...Ma chi ha detto che bisogna avere un caos dentro per generare una stella danzante si riferiva anche all' interno della borsa ?

2 commenti:

katiu ha detto...

Ehm .. io sono di quelle con le borse sì super colorate, super contenitive etc., ma anche di quelle super organizzate.
Fazzoletti, burrocacao (2, uno rosa per me, uno classic per Ricky), bustina con assorbenti, pillole varie + cerotti + specchietto, portapenne rigido in metallo con penna rossa + penna nera + penna blu + matita con gomma, blocchettino per gli appunti, macchina fotografica (sempre in borsa).
Non ti dico nel portafoglio come ho suddiviso gli scomparti .. da paura!

calendula / trattalia ha detto...

io cambio borsa sempre ogni giorno e sono sempre tutte incasinate se un giorno sono andata al mare potete stare certe che nella borsa che avevo il giorno troverete conciglie e sassolini scontrini dimenticati dappertutto l'unico giorno in cui la borsa è perfetta è il giorno della lezione di violoncello libri ordinatamente riposti quaderno per segnare eventuali appunti matita per i libri ( mai scrivere a penna in un ibro di musica) la musica è la mia parte razionale ahahaha tutto al contrario insomma ahhah