18 gennaio, 2009

007 licenza di...scrivere

La domenica pomeriggio di una contabile può trascorrere anche così: tra lo stirare una camicia, il leggere qualche pagina di un libro ed il riportare qui, quasi senza sosta, pensieri astratti, stralci di conversazioni con interlocutori immaginari, opinioni che non necessitano sempre di un relativo commento. Solitudine? No, piacere di scrivere tra me e me. Ed allora mi accorgo che anche stavolta mi è venuto in mente prima un titolo e poi una trama da sviscerare. Che significa "007 licenza di scrivere"? Ho notato come si stia diffondendo la filosofia del "te lo scrivo" quasi come se lo scrivere fosse rimasta l' unica via di comunicazione, proprio al giorno d'oggi, quando anche un bimbetto di 12 anni, o forse meno, ha già, infilato nel suo zainetto, un cellulare dell' ultima generazione. Perchè si preferisce digitare una lettera anzichè un numero? Perchè una mail anzichè una telefonata? E' questo il futuro? Un nostalgico ritorno al passato quando le nostre nonne ricevevano le lettere dei loro amori dal fronte? Allora se ne aveva la necessità, chilometri e chilometri separavano i loro cuori dolenti, ma ora? Tutto sommato a me piace molto scrivere, non lo faccio un granchè bene forse dovrei lasciar perdere ma è bellissimo avere la sensazione, o l' illusione, di poter esprimere davvero tutto ciò che si pensa o si prova cercando di arrivare a destinazione. Lo scrivere è di per sè un modo per far capire cosa siamo e come siamo ed allora, visto che sono una che non dimentica facilmente, spero che chi ha dubitato qui della mia veridicità abbia ormai gettato la spugna, si sia arreso davanti all' evidenza: sono quello che scrivo. Arrabbiata, lunatica, polemica ma anche prolissa e spesso insensata. Davanti ad una pagina bianca di cellulosa o di pixel ci si sente di poter fare tutto ciò che si vuole ed allora volano critiche, giudizi, insulti ma anche volano abbracci, scuse, S.O.S., timide o sfacciate richieste di attenzione. Ed ecco che questo frenetico ticchettio ha il solo scopo di abbattere un silenzio, ciò che frena l' istinto dal correre, scappare, telefonare, nulla può contro lo scrivere, qualunque sia il risultato. Vedo le lettere di questi miei scritti schizzare via, rimbalzare, colpire i vetri di questa mansarda e cercare ogni più sottile spiraglio per uscire e raggiungere qualcosa o qualcuno, pazzia la mia. Al telefono spesso si imposta la voce, la si rende quanto meno credibile, si ingoiano i sospiri e trattengono le urla, di persona a stento ci si riesce a non sfiorare o a guardare, a sorridere e a perdersi, si cerca di mantenere una "distanza di sicurezza" o si volge lo sguardo altrove, ci si volta, perchè la guancia tradisce arrossendo o si sferrano i più dolorosi degli schiaffi. Qui davanti non c'è filtro per me che mi lascio andare scivolando dolcemente e così se prima criticavo chi si rifugge in un blog per esprimersi, ora lo stimo e capisco, condannando chi invece copia, finge, fugge o scrive semplicemente quello che la gente gli richiede, insomma si crea un bel personaggio degno solo di inchini e mai di calci nel sedere. Io qui mi sono presa sonori calci e adesso ne sono quasi fiera perchè per me valgono le lusinghe ma anche le critiche e gli insulti che da debole mi hanno fatta soffrire ma che mi hanno anche, in qualche modo, fatta crescere. Continuerò su questa strada, difenderò ancora le mie posizioni, le mie idee, le persone in cui credo. Sono contenta di Calendula e Katiu perchè ho la sensazione che abbiano capito ma lo sono anche di chi ha sferrato più di una critica. Chi scrive e pubblica apertamente senza nascondersi si mette in gioco e deve saper giocare. Clorophilla è Simona, ha una licenza di scrivere, una via d' uscita dal silenzio che sarà anche più eloquente di mille parole, ma alla fine rende tutto poco comprensibile. Non importa se si sceglie un numero o una lettera ciò che conta è comunicare, non rimandare.

2 commenti:

katiu ha detto...

Scrivere .. che bella sensazione!
Io fin da bambina ho sempre scritto tantissimo, nei quaderni, sui diari, temi che duravano pagine e pagine e riassunti che erano più lunghi del racconto stesso, lettere d'amore o lettere di scuse .. l'importante era scrivere.
Un po' come lo è ora: non mi importa se verrà letto o commentato, se qualcuno penserà a quelle parole o se saranno tasti digitati al vento: per me è già molto scrivere per me stessa.

Non sono brava con le parole a voce, a volte una timidezza insita in me prende il sopravvento e mi blocca le parole in gola .. ma con una penna in mano, o una tastiera davanti, sorprendo anche me stessa.

forse perchè così non mi possono guardare negli occhi mentre parlo, e carpire così la mia anima?!?

Clorophilla ha detto...

Anche a me succede a volte di provare sensazioni più forti scrivendo che parlando...:D