19 gennaio, 2009

Rose bianche

Oggi ho capito che non è importante essere in tanti a partecipare ai momenti felici quanto piuttosto a quelli tristi e dolorosi, perchè è proprio in questi che si scopre quanto si è amati, capiti e benvoluti. E' facile ridere, scherzare, giocare insieme ma non lo è affatto piangere. Ordinati, in silenzio ciascuno al proprio posto, proprio come seduti ad un banco di scuola, a chiedersi perchè il destino con lei sia stato così crudele, insieme a condividere l' ingiustizia di dover dire addio ad una coetanea che ha lottato per vivere a lungo ma ahimè ha perso. Le rose bianche candide come le loro lacrime, parole semplici sussurate, nonostante quel nodo in gola, per salutare un' amica del cuore e tanti ricordi, un dolcissimo abbraccio immaginario per dimostrarle ancora una volta tutto quell' affetto che non morirà mai. Ho pianto, ho pianto per la rabbia, ho pianto per il dolore ma ho anche pianto per la gioia di vedere quanto l' amicizia possa contro l' indifferenza, non curerà certo ma aiuta, lenisce, scalda e non solo a diciassette anni ma anche a trenta come a sessanta.
Ed allora ciao piccola, soffre chi resta tu non più !

1 commento:

katiu ha detto...

Non ci sono parole che possano aiutare un animo triste, o che possano risollevare un cuore triste ed arrabbiato.
Posso solo offrirti, da lontano, una spalla, su cui poggiarti e piangere.

La morte è una gran brutta bestia, e non c'è rabbia o lacrima che possa anche solo minimamente spiegarne l'esistenza.