09 maggio, 2009

Molliche di pane

Sono arrivata, ancora un po' intorpidita e confusa a causa del lungo peregrinare ma sufficientemente sveglia. Lungo il sentiero del ritorno non ho ritrovato proprio tutte le molliche di pane che avevo lasciato, sono stata costretta a cercare altri riferimenti intorno a me e così, alla fine, non mi sono persa, almeno non del tutto: ora sono qui sul mio tappeto a scrivere. Affermare di aver capito è ancora un po' azzardato ma sostenere di aver provato e fallito no. Sono tristemente soddisfatta oggi per averci comunque creduto e tanto, per essermi anche soltanto illusa ed aver vissuto momenti felici, importanti, che non dimenticherò, del resto la fantasia e l' incomprensione, combinate insieme, possono provocare emozioni forti ma anche delusioni difficilmente accettabili. Mi sono avvicinata nuda indossando solo un sorriso, non ho mai nascosto nulla nè portato abiti di qualcun' altra e non posso pentirmi di questo, non ora, non oggi nè mai. Sono parole da incosciente, me ne rendo conto, ma infondo io sono anche questo: un' illusa sognatrice incosciente. Un anno passa ormai quasi come un giorno e magari, già domani, sarà lontano anni luce anche solo un pensiero che per un attimo è stato condiviso. Sincere le lacrime, gli abbracci, i sorrisi ed il desiderio di coinvolgimento in progetti, ambizioni e stupidaggini e adesso, che la voragine del "niente" è invalicabile, mi consola il piacere di ciò che ho vissuto. E' un po' come quando si rinuncia ad un qualcosa di talmente bello da non volerlo cedere a nessun altro, credendolo solo ed unicamente proprio: lo si guarda, lo si porge ma non lo si riesce a lasciar andare. Oggi io lascio andare e sorrido a chi si sta già godendo ciò a cui io mi sono così tanto affezionata e non ho rimpianti nè rimorsi, la condizione ideale direi per chi, come me, ha creduto possibile l' impossibile. Non mi aspetto più un ritorno ma se questo accadrà io ci sarò, qui seduta sul mio tappeto, come su un prato, a scrivere.

1 commento:

katiu ha detto...

Bisogna sempre credere che l'impossibile sia possibile, perchè questo serve a darci degli obiettivi, a farci vivere con una speranza nel cuore e negli occhi che ci permette di andare a vanti e sorridere, malgrado le avversità e malgrado le tristezze del mondo.

Pensiero troppo ottimistico? Forse, ma almeno se si ottiene ciò che ottimisticamente si spera, la gioia è sicuramente doppia!