11 settembre, 2008

Siamo ancora qui

Le particelle si sono scontrate eppure siamo ancora, ahimè, tutti qui...Miliardi spesi per tenerci col fiato in sospeso, alcuni con la speranza di assistere alla fine del mondo, altri impauriti di perdere ciò per cui hanno duramente lavorato, altri ancora incerti se disperarsi per la fine o gioire per un nuovo e spettacolare inizio...ma...Per me quella del 10 settembre è stata una giornata come tante altre, poteva essere migliore, si vede che non mi sono adoperata abbastanza per renderla tale, ma mi ha offerto questo spunto: se succede qualcosa io sono pronta. Non ho paura della morte e questo l' ho già più volte ribadito, quanto piuttosto della sofferenza, ma infondo si soffre un po' tutti i giorni, senza bisogno di assumere l' atteggiamento della povera vittima incompresa, è così. Si soffre per la perdita di qualcuno, si soffre per un insulto ingiustificato, si soffre per qualcuno che della tua sofferenza non glien'è mai fregato un granchè, anzi addirittura ne gioisce. E quindi nel nostro piccolo, senza parlare sempre dei grossi problemi che affliggono l' umanità, non è detto che un cambiamento così radicale come la fine del mondo, di questo mondo, portasse qualcosa di incredibilmente positivo. Ma forse qualcosa è successo e non ce ne siamo ancora resi conto, forse abbiamo cambiato dimensione e ohibò non c'è niente di nuovo ma resta tutto noiosamente uguale, forse abbiamo saltato come in Stargate ma ci siamo ritrovati in un luogo esattamente identico a quello in cui già ci trovavamo, forse qualcosa di più grande, più potente, assolutamente inspiegabile gioca e fa in modo di tenerci allo scuro di ciò che ha realmente in serbo per noi, forse dobbiamo semplicemente arrenderci! Ho parlato tanto di questo argomento con quelli che hanno avuto voglia e pazienza di starmi ad ascoltare ed alla fine tutti si sono rivelati concordi su un punto: quei soldi investiti in un così grande progetto forse potevano essere impiegati in qualcosa di più utile e ad effetto immediato. Ma come avrebbero fatto i giornalisti senza una così sensazionale notizia che potranno far durare la bellezza di vent'anni vale a dire la durata dell' intero esperimento? A questo proposito ho assistito ad una scena che definirei tragicomica: ero in giro per commissioni in V.Garibaldi quando la mia attenzione è stata attirata da due strani individui all' angolo della via: una "signora" piuttosto procace, bionda, occhialoni da sole, minigonna super aderente, scollatura che non lascia nulla all' immaginazione maschile, armata di un microfono e al suo fianco un tipo magrissimo che cercava di sorreggere con tutte le sue forze un' enorme telecamera. Cielo gli intervistatori noooo!!!Mi sono defilata evitandoli ed ho assistito all' "aggressione" di un vecchietto con tanto di cannette per l'ossigeno infilate nel naso. "Scusi scusi siamo di Telestudio, lo sa che domani a Ginevra accenderanno l' acceleratore più potente del mondo?Potrebbe finire il mondo sa?Cosa ne pensa?". Ma che "bip" vuoi che ne pensi un nonnetto che se va bene avrà ancora 1 anno di vita, ricurvo sul suo bombolone di ossigeno, ocona senza cervello, dell' acceleratore di Ginevra? Volevo, dato che sono "invadente" fermarli e difendere il vecchietto ma non mi sono intromessa. Ecco il primo risultato dell' esperimento: dare la possibilità ad esseri inutili ed ignoranti come certi giornalisti di impaurire la gente che tranquilla la fine del mondo l' aspetta senza timore da tutta una vita.

1 commento:

Pagine di diario ha detto...

Certo che quei soldi potevano essere spesi a favore dei popoli del terzo mondo ma c'è chi dice che la scienza ha i suoi costi e che l'umanità, se avessimo ragionato in questi termini fin dalle origini, non avrebbe fatto neanche un passino avanti.. Argomento molto interessante su cui riflettere..