08 ottobre, 2008

E tu che dolce sei?

Stasera riesco a scrivere scemenze di questo genere "La tarte-tatin non è un dolce bensì una filosofia di vita" riesco a scriverle e ahimè a pensarle. L' ultima fetta l' ho assaggiata all' Antica Bruschetteria Pautasso, vicino all' ufficio, durante un tranquillo pranzetto in buona compagnia. Forchettina alla mano l' ho gustata a piccoli bocconcini, dalla punta immersa nella panna liquida, ma neanche così tanto liquida, alla crosticina. Ben ripuliti piattino e forchettina, il voto finale sempre tanto atteso da chi ormai se lo aspetta perchè mi conosce bene: dal 5 al 6. Spiego i motivi dell 'insufficienza:
1) piattino freddo al tocco e io adoro, in questo periodo soprattutto, tutto ciò che è "caldo"
2) panna pressochè insapore, le mie papille gustative ricercavano affannosamente il gusto genuino del latte ma alla fine si sono tristemente rassegnate
3) la pasta sfoglia della base un tantino molliccia e forse poco cotta
4) le mele caramellate poco e non uniformemente
5) ho apprezzato l' aroma inebriante della vaniglia (all' inizio pensavo fosse il mio profumo e invece era lo zucchero vanigliato cosparso sopra le fettine ordinate).
Il mio è sempre un giudizio spietato! Potrei diventare degustatrice di tarte-tatin...
Credo che in ognuno di noi ci sia la ricetta di un dolce che ci ispira particolarmente o in cui ritrovare persino qualche aspetto del proprio carattere, penso che si debba chiudere gli occhi ed "assaggiarsi" alla ricerca dell' essenza, della genuinità di ciascun ingrediente. Tu che dolce sei? Un tiramisù che cerca il lato positivo di ogni cosa rimandando le difficoltà a domani o ignorandole immergendosi nel mascarpone piuttosto che nel caffè perchè si sa innervosisce?
O una banalissima panna cotta che alla fine del menù si ritrova sempre tra i dessert ma che si sa non cambia mai il suo sapore e ci si può abbinare qualsivoglia sciroppo lei resta sempre un dolce molliccio e viscido?
O una sacher dalla bellezza disarmante, semplice ma perfetta, senza sbavature all' esterno ma asciutta e nauseante una volta che si arriva alla marmellata?
O una crème brulé che sotto la crosta dura dello zucchero nasconde una crema dolce, soffice e amabile in cui è un piacere affondare il cucchiaino?
Il piattino è caldo, le mele sottili sono disposte ordinatamente su un altrettanto sottile strato di pasta sfoglia leggermente croccante, il caramello si posa delicatamente su di esse come se le volesse accarezzare e la panna liquida che sa di latte si infila timidamente tra una una fettina e l' altra, lo zucchero vanigliato è un piacere per l' olfatto. Come vorrei essere una tarte-tatin...

5 commenti:

Katiu ha detto...

Io sono decisamente un tiramisù. Uno di quelli belli tosti, pieni di mascarpone. Magari bicolore, un po' al naturale e un po' amalgamato col cioccolato. E non con i savoiardi, ma con dei banalissimi rigoli belli squadrati, che si inzuppano ma non si ammolliscono.
Uno di quei tiramisù che mangeresti a quantità industriale ma che dopo 6 cucchiate ti nausea un po', ma il gusto è talmente buono che vai avanti solo per ingordigia.
Dove affogare i tuoi dispiaceri, non nel caffè, che è relativamente poco, ma nel cacao amaro, che si addolcisce col mascarpone.

Dopotutto sono una gemelli, dalla doppia personalità: quella dolce quasi nauseabonda da una parte, e quella amara e decisa dall'altra!

Pagine di diario ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
calendula / trattalia ha detto...

io sono assolutamente il tiramisù,ma fatto in casa da me in alternativa da Trattalia, quelli confezionati sono orribili,

Clorophilla ha detto...

Care, dolcissime, amiche mie...

Katiu ha detto...

Amare e non pensare. E' quello che mi sono detta in questi giorni per darmi la forza, e reagire.
Amare, e vivere per amare. Indipendentemente da tutto il resto, andare avanti a testa alta pensando che l'amore che si è donato, e che si è ricevuto, sia la cosa più bella sulla faccia della terra!

Un abbraccio Clo!