Auguri a tutti quanti
agli amici, ai nemici,
ai cattivi ed ai santi.
Auguri a chi sta bene in compagnia
e a chi, senza una meta, vorrebbe solo andare via.
Auguri a chi difende gli animali
a chi insegue un sogno e la scia dei suoi ideali.
Auguri a chi lavora a testa bassa
per far carriera ed emergere dalla massa.
Auguri a chi continua a sperare
ad illudersi, soffrire, non smettere di amare.
A chi dalla vita non si aspetta più un granchè,
auguri a chi sorride a qualcuno anche senza un perchè.
Auguri alle mie blog-amiche Calendula e Katiu
e anche a quell' anonimo che di qui non passa più.
Auguri per quello che è stato e quello che sarà,
per un Natale sereno e per l' anno che verrà !!!
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22 dicembre, 2008
17 dicembre, 2008
S-bilancio di fine anno
Tre giorni fa ho scritto un post, si intitolava "egoisticamente parlando", più o meno, iniziava così: "Non sono certa che a mezzanotte riuscirò a buttare nella spazzatura, tra tappi di champagne e piatti di carta, le grandi illusioni ditrutte dalle relative delusioni di quest' anno, le lacrime versate per persone che non si sono rivelate come speravo, tutto ciò che, sbagliando, ho provato..." questa nenia melensa e patetica proseguiva alla ricerca di una soluzione, di un buon proposito affinchè l' anno nuovo iniziasse con una Simona più dura, più cinica, più fredda e distante, una che invece di porgere l' altra guancia sferra un violento gancio, restituisce il male provato e non ti sorride più ma quasi "ringhia". Per la prima volta, da giugno, ho scritto e circa 15 minuti dopo, cancellato un post. Perchè? Perchè tutto ciò che in questo 2008 ho fatto, detto, immaginato, fantasticato, è stato bellissimo, doloroso per certi versi, ma intenso e non me ne pento. So che qualcuno a me vicino mi ha vista cambiata, assente, offuscata e a volte, quasi inspiegabilmente, euforica e chiassosa, so che qualcuno ha sopportato questi miei sbalzi d' umore suo malgrado ma so anche, che alla fine, io sono sempre e solo stata trasparente, esageratamente trasparente. Sorrido...Arriverà un nuovo anno ma non gli permetterò di cancellerare questo !
Caro babbetto...
Caro Babbo Natale...quante letterine e tutte che iniziavano più o meno così. Ormai è decisamente tardi per scriverti e poi i miei desideri sono così strampalati: mi piacerebbe ricevere un nuovo pc, piccolo, colorato con i tasti che una volta sfiorati tornino al loro posto e non restino incastrati, senza briciole nè ditate di unto sullo schermo, anche solo con le lettere, magari eliminando i numeri ti costerebbe di meno, oppure, in alternativa, chessò, un viaggio sulla luna abbracciata ad un potentissimo missile, per godermi il panorama di lassù, tra l' altro, sono certa, godrebbero dei benefici di questo tuo regalo, anche coloro che sulla luna mi ci spedirebbero quotidianamente, o ancora, una lampada fatta a girasole, in grado di illuminare una stanza come i raggi del sole. Sogni, fantasie, illusioni...Se potessi fare davvero un elenco di ciò che mi piacerebbe ricevere, un po' come facevo da bambina, inizierei così:
1) una lente di ingrandimento per vedere bene, al di là delle apparenze, ciò che di speciale esiste in ciascuno di noi
2) uno sciroppo da bere prima del caffè mattutino che mi renda meno insicura, meno paranoica, più serena, più fiduciosa nel prossimo
3) un filtro per passare al setaccio le mie illusioni, per capire che ciò che mi viene detto o scritto è la realtà senza "ma" nè "se"
4) un flacone di Vinavil per non perderti e tenerti incollato ai miei ricordi, ai sogni, alle fantasie, alle illusioni !
1) una lente di ingrandimento per vedere bene, al di là delle apparenze, ciò che di speciale esiste in ciascuno di noi
2) uno sciroppo da bere prima del caffè mattutino che mi renda meno insicura, meno paranoica, più serena, più fiduciosa nel prossimo
3) un filtro per passare al setaccio le mie illusioni, per capire che ciò che mi viene detto o scritto è la realtà senza "ma" nè "se"
4) un flacone di Vinavil per non perderti e tenerti incollato ai miei ricordi, ai sogni, alle fantasie, alle illusioni !
08 dicembre, 2008
Clorophilla Scrooge
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03 dicembre, 2008
Cioccolatini
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02 dicembre, 2008
Dankeschön Mr. Fink
Ore 13,35, treno Eurocity Bressanone-Verona, posto n° 35, lato finestrino. Non so esattamente dove mi trovi in questo momento, probabilmente nei pressi di uno sperduto paesino in mezzo alle montagne, dal nome incomprensibile e rigorosamente in tedesco, quello che so è che la mia incontrollabile voglia di scrivere, unita alla presunzione che tutto ciò verrà poi letto con interesse da qualcuno, mi ha spinta ad ingeniarmi creando con la custodia di cartoncino dei biglietti, uno splendido ed accogliente foglio bianco. Finisce qui il magico week-end alla scoperta dei mercatini di Natale in Trentino Alto Adige, un'esperienza indimenticabile che consiglio a chi voglia assaporare lo spirito delle feste legato alle vecchie tradizioni, quelle più antiche, sane, genuine. Il mio cuore ha iniziato ad accelerare insieme al treno quando, venerdì mattina, dopo un ' interminabile galleria, sono giunta a Bolzano: a ricoprire la cittadina, ancora assonnata, un soffice manto di neve, con naso e mani schiacciati contro il finestrino, quasi questo servisse a vedere meglio, mi sono resa conto di come la neve, semplice acqua condensata, riesca a rendere ogni cosa speciale: una panchina, una ruota, persino un sasso. La locomotiva correva sbuffando e all' improvviso l' annuncio dell' arrivo a Brixen, luogo prescelto come "campo base". Accogliente ed originale l' albergo, due curiosità: una mela rossa appoggiata sul cuscino ed una sorta di polvere color segatura al posto della saponetta, emulsionata con acqua la poltiglia dall' odore nauseante ha reso la mia pelle, ogni mattina, più morbida e luminosa, ma sarà stata la segatura o la mia serenità che, alla partenza, avevo ben riposto in valigia tra una dolcevita nera ed un paio di calzettoni viola? Dal mio diario di bordo...Venerdì: il mercatino di Brixen. In piazza del Duomo tante casette di legno, ordinate, l' una vicino all' altra, abitate non da folletti ma da persone originali, infreddolite, ma desiderose di mostrare a noi turisti curiosi le loro specialità dolciarie o delle vere e proprie "opere d' arte": dalle babbucce in lana cotta, alle sfavillanti palline multicolore in vetro soffiato. Al centro della piazza una giostrina vecchio stile. Nessuno sembrava patire i gradi sotto lo zero perchè ci si scaldava bene con una fragorosa risata ed una fumante tazza di vin brulè (mamma mia quante tazze ne ho bevuto e ... quante risate ... hic !). Sabato: Bolzano. E' sicuramente la cittadina con il mercatino più grande che abbia visitato, qui oltre alle casette, anche un modesto palco in legno sul quale si sono esibiti buffi suonatori di corno, in costume tipico regionale ed una coppietta fisarmonica/arpa. Domenica: Brunico e Vipiteno. A Brunico non ero mai stata ed in merito al suo mercatino non nutrivo certo grosse aspettative, mi sono dovuta ricredere e poi, in una tipica osteria, lungo la via principale, ho assaggiato per la prima volta i famosi "canederli" agli spinaci con crema di formaggio e la zuppa alla birra con crostini di pane alla cannella. Che poi il "canederlo" di per sè è un impasto con ingredienti diversi a seconda della fantasia del cuoco ma, sempre e rigorosamente, dalla forma sferica. Vipiteno con la sua torre dell' orologio illuminata fino in cima è stata l' ultima tappa, degna conclusione di un viaggio da ricordare. Ho lasciato Brixen a mezzogiorno sotto un' abbondante nevicata, con due borse di pensierini natalizi per amici e parenti ed uno strudel di quasi un metro sotto il braccio, acquistato da Mr. Fink, proprietario della più famosa ed antica pasticceria della città nonchè curioso e tipico personaggio tirolese con cui ho avuto subito un certo feeling. Quel dolce così prelibato, ancora caldo e profumato, sta viaggiando qui al mio fianco, lo tratto con cura e lo tengo in braccio come un neonato tant'è che un signore inglese, incrociato pocanzi nel corridoio, mi ha guardato sorridendo ed ha esclamato "Your baby?" ed io prontamente gli ho risposto "No, my strudel !". Ecco sto tornando a casa, con la neve negli occhi e il calore del profumato vin brulè nel cuore.
23 novembre, 2008
Guardarli ma non toccarli
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28/06/1948
Amor che mi ridesti,
e nel sole e nel vento,
nel mar ti manifesti
soave e violento;
Amore, amor furioso
della mia giovinezza
tocco voluttuoso
di una sola carezza
perchè mai non mi rendi
delle mie voglie il coro?
Perchè non mi riaccendi
nel tuo vortice d'oro?
Sempre finchè non torni
Dio solo a contemplare;
fino alla fin dei giorni
ti voglio, Amore, amare !
e nel sole e nel vento,
nel mar ti manifesti
soave e violento;
Amore, amor furioso
della mia giovinezza
tocco voluttuoso
di una sola carezza
perchè mai non mi rendi
delle mie voglie il coro?
Perchè non mi riaccendi
nel tuo vortice d'oro?
Sempre finchè non torni
Dio solo a contemplare;
fino alla fin dei giorni
ti voglio, Amore, amare !
21 novembre, 2008
Una folata di vento
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19 novembre, 2008
Nicole est arrivèe
16 novembre, 2008
Mamma mia...
A volte è esattamente quello che ci vuole per concludere in bellezza la settimana: un film spensierato, romantico, semplice ed un boiler di pop-corn caramellati per rendere il tutto ancor più dolce. Mamma mia! Romantica la storia di Donna (una sempre bravissima Meryl Streep) che su una sperduta isoletta greca, circondata soltanto da un mare verde smeraldo, conduce una piccola pensione piuttosto fatiscente in compagnia di simpatici personaggi tipici del luogo e della figlia avuta 20 anni prima, ai tempi dei "figli dei fiori". I dubbi sulla paternità di Sophie sono il filo conduttore di una trama che scivola sulle note di una vivace colonna sonora, gli Abba. Non ci crederete ma alla fine nella sala 5 dell' Ideal tutti cantavano e ballavano, dalla famosa "Dancing queen" a "Mamma mia" passando per una romantica e struggente "The winner takes it all". Eravamo in tanti, di tutte le età: i quindicenni ridevano, i trentenni sognavano, i sessantenni ricordavano "Eravamo proprio spensierati..." e tutti, ugualmente eccitati, cantavamo. Incredibile, un' atmosfera unica. Io, va bè, sono riuscita anche a commuovermi per la complicità del rapporto tra madre e figlia e per un amore rimasto in standby per ben vent'anni. E' stato davvero divertente e infondo infondo...come avrei voluto vivere in quell' epoca! Gonnellone multicolori e fiori ovunque anche tra i capelli, camminare scalza e libera, con grandi sogni in un sempre troppo piccolo cassetto, portando ovunque il famoso messaggio "Peace and love" attenta solo a ciò che comanda il cuore.
Comunicare,ricordare,pretendere
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Comunicare: Sul tram io e mia madre, come ogni sabato mattina, dirette verso il centro città per una deliziosa colazione in un piccolo bar, tortina calda di pasta sfoglia con crema e mele accompagnata dal miglior marocchino che si possa gustare qui a Torino, tra una parola e l' altra un anziano signore perde l' equilibrio e ahimè riesce a non cadere solo aggrampandosi alla sottoscritta e stringendole forte la mano senza però, subito dopo, lasciarla andare "Le ho fatto molto male signorina?" rispondo con un sorriso e un "Ma si figuri". Poco prima di scendere, in attesa della fermata, l' anziano signore sulla settantina mi si avvicina nuovamente e mi chiede la possibilità di scambiare due parole, non ci sarebbero stati problemi ma ahimè con la frase "Quello che è successo tra di noi prima è significativo..." ho capito, nonostante mi fossi svegliata da poco, che il suo atteggiamento era molto lontano da quello di un nonno che si rivolge ad una sconosciuta nipote e così ho cercato di defilarmi con educazione. L'età, il ricordo di mio nonno della sua malattia e delle sue mille incoerenze nonchè il grande imbarazzo mi hanno impedito di reagire come è mio solito fare in questo tipo di circostanze e cioè con una spinta decisa e un sonoro "Ma vai a quel paese!". Ho provato pena e non rabbia nei confronti di quell' individuo tanto da riuscire ad arrestare ciò che gli avrei comunicato se avesse avuto anche soltanto 10 anni di meno e questo proprio soltanto per la sua età avanzata. Ho gestito al meglio la mia impulsività.
Ricordare: Ahimè nuovamente grazie a Facebook ho vissuto un altro tuffo nei ricordi. Alle 17 davanti alla Consolata ho aspettato trepidante l' arrivo di Federica e ho ripercorso nell' attesa tutto ciò che con lei ho condiviso 10 anni fa e di cui anche qui ho già parlato: l' università, il volontariato in canile, le notti in discoteca a parlare più che a ballare. Ed ecco un bicicletta gialla con un grosso girasole attorcigliato al manubrio, una sciarpa verde con dei fiorelloni viola cuciti sopra qua e là, tanti riccioli rossi spettinati scostasti dal viso grazie ad una mollettina blu ed alla fine un sorriso spontaneo, pieno di gioia, radioso, il sorriso dell' amica persa lungo il mio cammino. Ci siamo abbracciate forte e una volta parcheggiata la bici sgangherata ci siamo sedute davanti ad una tazza di tè caldo a sorseggiare tutto ciò che ci eravamo perse di una e dell' altra. L' emozione più grande è stata sicuramente il ritrovare in noi quello che già allora ci univa e che gli anni non erano riusciti a cancellare. L'ho ritrovata, lei ha ritrovato me e adesso nessuna di noi due intende perdersi nuovamente, stupidamente.
Pretendere: A dir la verità il mio sabato mattina non è incominciato sul tram. In portineria è arrivato Black, il piccolo Black. Abbiamo fatto amicizia e con due carezze ci siamo presentati,due occhioni marroni profondi, il pelo ancora lucidissimo, un musetto appuntito e tremendamente spaventato. Il tempo di gioire per la novità e per il suo arrivo nel condominio ma un po' anche nelle nostre vite di tutti i giorni e già mi ritrovavo trafelata a rincorrerlo in mezzo alle vie trafficate del quartiere. Non ricordo di aver corso mai così tanto, con il cuore che credevo abbandonasse il mio petto e con un' agilità che normalmente non mi appartiene. E' scappato, l' ho rincorso in mezzo al traffico ed all' indifferenza della gente, spero torni ma non lo si può pretendere visto che fino a ieri giocava libero in mezzo al verde. Da un gairdino ai 40 mq scarsi del locale portineria. Ora il cancello è aperto e ci si aspetta che quel musetto spunti da un momento all' altro, magari da dietro un' auto parcheggiata lungo il viale.
Ecco che con tre parole ho raccontato la mia giornata: tre parole che significano molto, almeno per me, che non riesco a non comunicare neanche se me lo impongo, neanche se fingo di essere fredda ed assente dinanzi a chi in qualche modo mi ha ferito, io che penso arrabbiata che è proprio dove finisce la comunicazione che inizia l' idifferenza, la peggior vendetta se mi si vuol far del male. Dei ricordi poi non posso fare a meno anche quando lo vorrei intensamente, anzi ho addirittura la pretesa che questi vengano condivisi. Comunicare un ricordo e pretendere di riviverlo insieme, come se nulla nel frattempo fosse accaduto.
15 novembre, 2008
La memoria
18. 27. La donna che perse la dracma e la cercò con la lucerna, non l'avrebbe trovata, se non ne avesse avuto il ricordo. Trovandola, come avrebbe saputo che era la sua dracma, se non ne avesse avuto il ricordo? Molti oggetti ricordo di aver perso anch'io, cercato e trovato; e so pure che, mentre ne cercavo qualcuno, se mi si chiedeva: "È forse questo?", "È forse quello?", continuavo a rispondere di no, finché mi veniva presentato quello che cercavo. Se non avessi avuto il ricordo di quale era, quand'anche mi fosse stato presentato, non l'avrei ritrovato, poiché non l'avrei riconosciuto. Avviene sempre così, ogni volta che perdiamo e cerchiamo e troviamo qualcosa. Se mai qualcosa, ad esempio un qualsiasi oggetto visibile, scompare dai nostri occhi, ma non dalla nostra memoria, la sua immagine si conserva dentro di noi, e noi cerchiamo finché sia restituito alla nostra vista. Trovatolo, lo riconosciamo in base all'immagine interiore, né diremmo di aver trovato l'oggetto scomparso, se non lo riconoscessimo, né potremmo riconoscerlo, se non lo ricordassimo. L'oggetto era perduto, sì, per gli occhi, ma conservato dalla memoria.
(Sant'Agostino, Le confessioni)
(Sant'Agostino, Le confessioni)
08 novembre, 2008
VENDESI
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05 novembre, 2008
04 novembre, 2008
Maggiociondolo e Betulla
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Più lo mandi giù e più...
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02 novembre, 2008
Ieri, 1° novembre
30 ottobre, 2008
29 ottobre, 2008
4 personaggi in cerca...
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27 ottobre, 2008
1 Pensiero
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Oggi non è stata una bella giornata, la nebbia, il freddo, 636 silenzioso ed immobile se ne stava lì e non si guardava neanche intorno, rassegnato, sembrava addirittura che i suoi rami fossero stanchi, la piccioncina bianca chissà dove si sarà rifugiata, sul cornicione della casa difronte infatti restano soltanto i suoi amici che ahimè son tutti grigi, vittime del polveroso smog e della noia. L' uomo di terracotta non mi ha degnata di uno sguardo, anche stasera è tristemente pensieroso ed io lo sono con lui.
26 ottobre, 2008
"Fragile paccottiglia"
Un trasloco è riscoprire in una vecchia credenza un piattino orribile dai colori improponibili che date le dimensioni non servirà mai a nulla ma che essendo un regalo di una nonna che non c'è più o di una zia che l' ha sempre conservato come una reliquia, diventa prezioso e non può certo essere eliminato. Vecchie bomboniere senza più confetti accanto a preziose tazzine in fine porcellana, caramelle di vetro soffiato blu cobalto...Scatoloni e fogli di giornale. E' difficile riuscire a distinguere cosa valga veramente la pena di essere conservato e quindi portato con sè da quello che invece non serve più o mai è servito e quindi lo si può facilmente eliminare. Io che sono sempre in balia dei ricordi trovo un brandello di foglio di giornale in cui avvolgere disordinatamente anche il piattino più inutile trovandolo di una bellezza unica nel suo genere per un qualcosa che probabilmente vedo solo io. Mi sono chiesta assemblando polverosi scatoloni se fosse più doloroso dimenticare o essere dimenticati, eliminare o essere eliminati. Le persone si dividono anche in base a queste due categorie un po' come le scritte sul cartone "Cose preziose", "Paccottiglia". Alla fine a volte ci si porta appresso anche la paccottiglia che, per brutta ed inutile che sia, un tempo forse, in un passato remoto, a qualcosa è servita rivelandosi preziosa: chissà magari proprio su quel piattino qualcuno ha appoggiato una tazzina di caffè caldo, profumato ed inebriante, dall' aroma forte con al fianco un piccolo cioccolatino fondente, un caffè da bersi in una pausa e a cui non si riesce a dire di no ed in tutto questo che cosa c'è di così brutto ed inutile? "Fragile paccottiglia".
636
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24 ottobre, 2008
Scivolando sulle parole
Stasera non so esattamente cosa nè come lo scriverò, non so neppure se ancora ci sarà qualcosa da scrivere, qualcosa da comunicare, qualcosa da rendere pubblico, io stasera mi sono persa. Una pagina bianca su cui riportare la rabbia, l' emozione, l' incomprensione, tutto ciò che ci si sputa addosso e ciò che invece muore dentro. La stupidità di un' illusione che va a sbattere contro un muro di indifferenza. Quante lettere una in fila all' altra che tradotte non significano più niente, quante inutili parole. Scivolare e ahimè cadere...Alla fine sempre gli stessi giudizi, gli stessi rimproveri, gli stessi ricordi e l' amarezza nell' accorgersi che forse non c'è più nulla di bello da trattenere.
"In un tempo molto lontano, un Dio paziente e divertito ripara ai torti e ai piccoli errori del suo creato, ascolta le lamentele degli animali più deboli, esaudisce i desideri più buffi, si prodiga perchè non ci siano ingiustizie. Così il becco di un'aquila spietata si scontrerà contro la roccia e diventerà curvo; l'allocco stufo di essere richiesto della sua dottissima opinione riuscirà ad ottenere in dono un'espressione sciocca; il ghiro che soffre di malinconie invernali sarà omaggiato di un sonno profondo; la lucertola sempre acchiappata per la coda ne otterrà una fragile come cipria".
"In un tempo molto lontano, un Dio paziente e divertito ripara ai torti e ai piccoli errori del suo creato, ascolta le lamentele degli animali più deboli, esaudisce i desideri più buffi, si prodiga perchè non ci siano ingiustizie. Così il becco di un'aquila spietata si scontrerà contro la roccia e diventerà curvo; l'allocco stufo di essere richiesto della sua dottissima opinione riuscirà ad ottenere in dono un'espressione sciocca; il ghiro che soffre di malinconie invernali sarà omaggiato di un sonno profondo; la lucertola sempre acchiappata per la coda ne otterrà una fragile come cipria".
Gocce di resina
"La resina è il prodotto di un dolore, una lacrima che cola dall' albero ferito. Gocce dorate, gialle come miele, che non scappano via, non fuggono come l'acqua, non abbandonano l'albero. Rimangono incollate al tronco, per tenergli compagnia, per aiutarlo a resistere, a crescere ancora. I ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita." M. Corona
23 ottobre, 2008
Numeri
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Ali di carta
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20 ottobre, 2008
Dalla A alla Z
Assolutamente
Bellissimo
Capire
Dove
Eternamente
Fiorisca
Gioia.
Ho
In
Laboratorio
Memorie
Nascoste
Occultate
Pazientemente
Quando
Raccontavo
Sospirando
Tutta
Una
Vita.
Zittisco...
Bellissimo
Capire
Dove
Eternamente
Fiorisca
Gioia.
Ho
In
Laboratorio
Memorie
Nascoste
Occultate
Pazientemente
Quando
Raccontavo
Sospirando
Tutta
Una
Vita.
Zittisco...
17 ottobre, 2008
Novembre, 2019
« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...come lacrime nella pioggia. È tempo... di morire. ». Fino a due ore fa non sapevo neppure quale argomento trattasse, conoscevo il finale ma assolutamente ignoravo l' inizio, l' unico attore che ricordavo nel cast un giovane ed affascinante Harrison Ford e una presenza biondo platino dal viso piuttosto inquietante e uno sguardo glaciale. Un venerdì sera dedicato a quel film che "Simo ma non puoi non aver visto Blade runner...", in quanti me l' hanno detto, non ultimo Ste e così ho rimandato la voglia di scrivere e mi sono immersa nella mia "prima visione". Los Angeles, november 2019. Assolutamente geniale, persino attuale, a tratti romantico. Un' immagine del futuro caotica, fredda, sporca e polverosa, trasandata. Non voglio raccontare il film nè cimentarmi in una critica che non avrei la capacità di elaborare, voglio solo annotare qui cosa mi ha lasciato, cosa mi ha trasmesso. Non siamo ancora nell' anno 2019 ma replicanti in giro se ne vedono eccome, per me sono tutti coloro che impettiti nelle loro striminzite "uniformi" affrontano la giornata senza un sospiro, senza stupore, senza sorpresa nè meraviglia, sanno cosa e come lo devono fare, sanno come inizia e persino come andrà a finire. Che riescano ad infilare qua e la un sentimento, non è richiesto nè così importante. Accidenti i replicanti del film si rivelavano, scivolando verso il finale, molto più "umani" di certi umani del 2008 e scusate il bisticcio di parole! Io mi guardo intorno e ultimamente vedo soprattutto indifferenza o meglio tanti, quasi tutti uguali, che percorrono una strada vicini ma mai così vicini da riuscire a sfiorarsi. Alla fine del film una frase che tutti coloro che l' hanno visto ricordano, adesso anch'io, pronunciata da un replicante, fa capire quanto siano i ricordi a rendere tutti deboli ed "umani". E' tardi, forse non ho colto il vero significato della preziosa pellicola, forse come sempre ho apprezzato più la storia d' amore che aveva un po' dell' impossibile che la caccia al replicante, forse i ricordi rendono anche me "noiosamente" umana.
15 ottobre, 2008
Sottosopra
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Una strana visione del mondo ....
Chissà che visto sotto questa prospettiva non si riveli migliore...
http://upsidedowndogs.com/
13 ottobre, 2008
La cura
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Vagavo per i campi del Tennessee (come vi ero arrivato, chissà). Non hai fiori bianchi per me?Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare. Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza. Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza. I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi, la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi. Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto. Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono. Supererò le correnti gravitazionali,lo spazio e la luce per non farti invecchiare. Ti salverò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...io sì, che avrò cura di te."
(Ascoltata oggi in radio, più che una canzone una dedica, una poesia, un' ode alla devozione, protezione, preoccupazione, attenzione, insomma alla "cura" di qualcun altro...)
10 ottobre, 2008
Il silenzio fa rumore
Vicino al mio ufficio c'è una scuola, una scuola colorata ma silenziosa: è una scuola per sordomuti. Stasera rientrando a casa mi sono imbattuta in qualcosa che mi ha fatto riflettere: un ragazzo e una ragazza davanti al portone litigavano, litigavano urlandosi chissà quali cattiverie ed insulti, tutto nel massimo silenzio. Comunicavano a gesti la loro rabbia e dalle loro labbra non uscivano parole ma solo e soltanto forti emozioni. Si comprendevano benissimo e non c'era alcun bisogno di urlare per farsi sentire da chi stava di fronte. Tutto intorno a loro creava frastuono: il pulmann, il carrozziere, anche solo il tacchettio delle mie scarpe eppure indisturbati loro erano soli, in compagnia del solo desiderio di chiarirsi abbattendo a loro modo la barriera del silenzio. A volte penso che le parole non servano poi così tanto, penso che forse più si parla e meno si dice, meno ci si riesce a far capire, penso che siamo circondati da mezzi di comunicazione avveneristici e ahimè riusciamo a mala pena ad usarlo il grande dono della parola. Li ho guardati e mi sono sentita travolta dalle loro non-parole comprensibili, in quel contesto, a chiunque. Litigavano straordinariamente bene...E noi che potremmo urlare cosa facciamo?Usiamo le mail, messanger, gli sms oppure improvvisamente smettiamo per qualche motivo di comunicare.
A volte anche lo scrivere diventa una prigione, o una punizione, il cercare di arrivare in fretta come le parole o i gesti e inevitabilmente ahimè non riuscirci più, l' essere costretti al silenzio in solitudine però. Stamattina in ufficio io e Roby eravamo barricate dietro ad un religioso silenzio: non volevo che a causa del mio nervosismo di ieri la settimana finisse così ed allora...una parola dopo l'altra, una risata dopo l'altra e tutto si è magicamente risolto. Una parola o un gesto, un qualcosa di reale, vivo, tangibile, una parola o un'attenzione che crei anche soltanto un filo conduttore, un trait d'union non necessariamente un ponte. Mi sono chiesta come sarà finita quella litigata così passionale e a suo modo "rumorosa" per il loro cuore: voglio immaginare che si saranno sicuramente guardati, abbracciati, toccati ed allora il silenzio sarà stato quello di un lungo e dolcissimo bacio, che inguaribile e sdolcinata romantica...Bleah!
A volte anche lo scrivere diventa una prigione, o una punizione, il cercare di arrivare in fretta come le parole o i gesti e inevitabilmente ahimè non riuscirci più, l' essere costretti al silenzio in solitudine però. Stamattina in ufficio io e Roby eravamo barricate dietro ad un religioso silenzio: non volevo che a causa del mio nervosismo di ieri la settimana finisse così ed allora...una parola dopo l'altra, una risata dopo l'altra e tutto si è magicamente risolto. Una parola o un gesto, un qualcosa di reale, vivo, tangibile, una parola o un'attenzione che crei anche soltanto un filo conduttore, un trait d'union non necessariamente un ponte. Mi sono chiesta come sarà finita quella litigata così passionale e a suo modo "rumorosa" per il loro cuore: voglio immaginare che si saranno sicuramente guardati, abbracciati, toccati ed allora il silenzio sarà stato quello di un lungo e dolcissimo bacio, che inguaribile e sdolcinata romantica...Bleah!
08 ottobre, 2008
E tu che dolce sei?
Stasera riesco a scrivere scemenze di questo genere "La tarte-tatin non è un dolce bensì una filosofia di vita" riesco a scriverle e ahimè a pensarle. L' ultima fetta l' ho assaggiata all' Antica Bruschetteria Pautasso, vicino all' ufficio, durante un tranquillo pranzetto in buona compagnia. Forchettina alla mano l' ho gustata a piccoli bocconcini, dalla punta immersa nella panna liquida, ma neanche così tanto liquida, alla crosticina. Ben ripuliti piattino e forchettina, il voto finale sempre tanto atteso da chi ormai se lo aspetta perchè mi conosce bene: dal 5 al 6. Spiego i motivi dell 'insufficienza:
1) piattino freddo al tocco e io adoro, in questo periodo soprattutto, tutto ciò che è "caldo"
2) panna pressochè insapore, le mie papille gustative ricercavano affannosamente il gusto genuino del latte ma alla fine si sono tristemente rassegnate
3) la pasta sfoglia della base un tantino molliccia e forse poco cotta
4) le mele caramellate poco e non uniformemente
5) ho apprezzato l' aroma inebriante della vaniglia (all' inizio pensavo fosse il mio profumo e invece era lo zucchero vanigliato cosparso sopra le fettine ordinate).
Il mio è sempre un giudizio spietato! Potrei diventare degustatrice di tarte-tatin...
Credo che in ognuno di noi ci sia la ricetta di un dolce che ci ispira particolarmente o in cui ritrovare persino qualche aspetto del proprio carattere, penso che si debba chiudere gli occhi ed "assaggiarsi" alla ricerca dell' essenza, della genuinità di ciascun ingrediente. Tu che dolce sei? Un tiramisù che cerca il lato positivo di ogni cosa rimandando le difficoltà a domani o ignorandole immergendosi nel mascarpone piuttosto che nel caffè perchè si sa innervosisce?
O una banalissima panna cotta che alla fine del menù si ritrova sempre tra i dessert ma che si sa non cambia mai il suo sapore e ci si può abbinare qualsivoglia sciroppo lei resta sempre un dolce molliccio e viscido?
O una sacher dalla bellezza disarmante, semplice ma perfetta, senza sbavature all' esterno ma asciutta e nauseante una volta che si arriva alla marmellata?
O una crème brulé che sotto la crosta dura dello zucchero nasconde una crema dolce, soffice e amabile in cui è un piacere affondare il cucchiaino?
Il piattino è caldo, le mele sottili sono disposte ordinatamente su un altrettanto sottile strato di pasta sfoglia leggermente croccante, il caramello si posa delicatamente su di esse come se le volesse accarezzare e la panna liquida che sa di latte si infila timidamente tra una una fettina e l' altra, lo zucchero vanigliato è un piacere per l' olfatto. Come vorrei essere una tarte-tatin...
1) piattino freddo al tocco e io adoro, in questo periodo soprattutto, tutto ciò che è "caldo"
2) panna pressochè insapore, le mie papille gustative ricercavano affannosamente il gusto genuino del latte ma alla fine si sono tristemente rassegnate
3) la pasta sfoglia della base un tantino molliccia e forse poco cotta
4) le mele caramellate poco e non uniformemente
5) ho apprezzato l' aroma inebriante della vaniglia (all' inizio pensavo fosse il mio profumo e invece era lo zucchero vanigliato cosparso sopra le fettine ordinate).
Il mio è sempre un giudizio spietato! Potrei diventare degustatrice di tarte-tatin...
Credo che in ognuno di noi ci sia la ricetta di un dolce che ci ispira particolarmente o in cui ritrovare persino qualche aspetto del proprio carattere, penso che si debba chiudere gli occhi ed "assaggiarsi" alla ricerca dell' essenza, della genuinità di ciascun ingrediente. Tu che dolce sei? Un tiramisù che cerca il lato positivo di ogni cosa rimandando le difficoltà a domani o ignorandole immergendosi nel mascarpone piuttosto che nel caffè perchè si sa innervosisce?
O una banalissima panna cotta che alla fine del menù si ritrova sempre tra i dessert ma che si sa non cambia mai il suo sapore e ci si può abbinare qualsivoglia sciroppo lei resta sempre un dolce molliccio e viscido?
O una sacher dalla bellezza disarmante, semplice ma perfetta, senza sbavature all' esterno ma asciutta e nauseante una volta che si arriva alla marmellata?
O una crème brulé che sotto la crosta dura dello zucchero nasconde una crema dolce, soffice e amabile in cui è un piacere affondare il cucchiaino?
Il piattino è caldo, le mele sottili sono disposte ordinatamente su un altrettanto sottile strato di pasta sfoglia leggermente croccante, il caramello si posa delicatamente su di esse come se le volesse accarezzare e la panna liquida che sa di latte si infila timidamente tra una una fettina e l' altra, lo zucchero vanigliato è un piacere per l' olfatto. Come vorrei essere una tarte-tatin...
06 ottobre, 2008
Un caffè caldo caldo
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05 ottobre, 2008
A Katiu
Qui quando incontri persone che pur non conoscendoti personalmente leggono ciò che scrivi e ti sono vicine lasciandoti proprio il commento che vorresti leggere è un po' come a casa, un po' come far parte di una grande famiglia, si condivide e stasera io condivido il dolore di Katiu per la perdita di Lola. Piangi Katiu, piangi perchè hai perso una presenza importante nella vita di tutti coloro che vedono in un cane un amico, un compagno di viaggio, piangi e sfogati e non badare a quelli che penseranno "era solo un cane" perchè non meritano di essere considerati. Lola ora non soffre più e sicuramente si augura che anche il tuo dolore passi presto lasciandoti solo il suo tenero ricordo. Siamo fortunati noi amici degli animali perchè amiamo un po' di più!
"Chi non ha mai posseduto un cane, non sa cosa significhi essere amato."
A. Schopenhauer
"Chi non ha mai posseduto un cane, non sa cosa significhi essere amato."
A. Schopenhauer
03 ottobre, 2008
Sto peggiorando
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Pensieri al vento
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01 ottobre, 2008
I ciliegi feriti
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quando rossi di frutti li credevo feriti
la salute per me li aveva lasciati
coi fiori di neve che avevan perduti.
Un sogno, fu un sogno ma non durò poco
per questo giurai che avrei fatto il dottore
e non per un dio ma nemmeno per gioco:
perché i ciliegi tornassero in fiore".
30 settembre, 2008
Miscellanea
Sottotitolo: "di tutto un po'". Idee, pensieri, risate della giornata, un minestrone di verdure tagliate grossolanamente ...
Ore 7,30: fa freddissimo anche sotto le coperte, cerco Ste ma forse è morto, rigido dalla sua parte del letto è freddo pure lui, ci vuole subito una doccia calda e un caffè forte!
Ore 8,00: tenetemi lontano Torlontano l'opinionista del Tg5 dalla bruttezza disarmante, viso pallido, orecchie paraboliche, come iniziare male la giornata.
Ore 8,10: "Ciao amore!" bacio veloce, devo correre in ufficio, per la cronaca indosso la mia giacchetta di panno verde calda e un po' militaresca e mi avvolgo nella sciarpona nera per proteggere la gola che risente sempre dei cambiamenti climatici, soprattutto di quelli autunnali.
Ore 8,20: due giri di chiave e sono in gabbia, un buongiorno all' Arch. e via all' operazione sollevamento tapparelle, poco dopo arrivano Giannetta ed il Geo.
Ore 10,00: secondo caffè.
Ore 11,30: dopo il mio lavoro d' ufficio parto in trasferta alla volta dell' Uniriscossioni.
Ore 13,00: finalmente sono a casa e mi sembra strano ritrovarmi a pranzare con tutta la mia famiglia, noi quattro io, papà, mamma e Ale con in braccio il piccolo grande Giacu, se non fosse per lui non sarebbe cambiato niente da quattro anni a questa parte, io che parlo a raffica, Cabì che si arrampica sul tavolo alla ricerca di qualcosa da mangiare, mamma che passa dalla cucina al tinello stanca ma serena, che boccata d' aria, che atmosfera, che tranquillità: la mia bella famiglia!
Ore 14,00: è già ora di andare ma prima porto a passeggio Cabì che puntuale scondinzola davanti alla porta e mi aspetta.
Ore 14,30: sono dinuovo in ufficio e riprendo il lavoro tralasciato al mattino interrotta ogni tanto da un pensiero confuso, un ricordo preciso, una nostalgia che mi rende acida e persino cattiva. Mi chiedo se sia possibile che non arrivi proprio niente partendo da me così tanto, ancora non riesco ad abituarmi al cambiamento.
Ore 17,00: sono agitata e nervosa chissà poi perchè.
Ore 18,30: devo andare alla posta apposta, tre raccomandate importanti devono assolutamente partire prima di domani (cioè vista l'ora, di oggi).
Ore 18,45: 5 persone prima del mio turno, paziento, mi guardo intorno e mi consolo alla vista di tanti volti più stravolti del mio, Carmen è gentile e veloce mi chiama sempre "bambina" o "piccola" con affetto e comprensione, peccato però non sia di turno Beppe, ci facciamo sempre delle gran risate.
Ore 19,10: lascio l' ascensore alla Sig.na Leone e decido, anche per scaricare la tensione accumulata, di salire i miei 5 piani a piedi, arrivo sul pianerottolo con le guance rosse e il fiatone.
Ore 19,15: tolgo le scarpe, lancio la giacca, mi libero dallo sciarpone e mi butto letteralmente sul divano...sono stanca ma almeno un' altra giornata è finita.
Ore 20,00: rientra a casa Ste, mangiucchiamo qualcosa e io penso già a cosa scriverò non avendo ricevuto nessun particolare stimolo durante la giornata.
Ore 22,00: Ste lavora io...cazzeggio davanti al pc.
Ore 23,00: rido perchè anche stavolta ho preso in giro me stessa, alla fine non sono una persona molto credibile infatti tutto ciò ha dell' incredibile!
Ore 00,00: inizio a scrivere questo post, non ho sonno, sono posseduta, domani avrò il colorito di Torlontano ma non importa Ste non riesce a convincermi ad andare a letto.
Ore 00,26: praticamente adesso...sono felice, stupida, incosciente, insensata, poco seria ma direi felice e alla fine non so neanche il perchè!
Buonanotte...
Ore 7,30: fa freddissimo anche sotto le coperte, cerco Ste ma forse è morto, rigido dalla sua parte del letto è freddo pure lui, ci vuole subito una doccia calda e un caffè forte!
Ore 8,00: tenetemi lontano Torlontano l'opinionista del Tg5 dalla bruttezza disarmante, viso pallido, orecchie paraboliche, come iniziare male la giornata.
Ore 8,10: "Ciao amore!" bacio veloce, devo correre in ufficio, per la cronaca indosso la mia giacchetta di panno verde calda e un po' militaresca e mi avvolgo nella sciarpona nera per proteggere la gola che risente sempre dei cambiamenti climatici, soprattutto di quelli autunnali.
Ore 8,20: due giri di chiave e sono in gabbia, un buongiorno all' Arch. e via all' operazione sollevamento tapparelle, poco dopo arrivano Giannetta ed il Geo.
Ore 10,00: secondo caffè.
Ore 11,30: dopo il mio lavoro d' ufficio parto in trasferta alla volta dell' Uniriscossioni.
Ore 13,00: finalmente sono a casa e mi sembra strano ritrovarmi a pranzare con tutta la mia famiglia, noi quattro io, papà, mamma e Ale con in braccio il piccolo grande Giacu, se non fosse per lui non sarebbe cambiato niente da quattro anni a questa parte, io che parlo a raffica, Cabì che si arrampica sul tavolo alla ricerca di qualcosa da mangiare, mamma che passa dalla cucina al tinello stanca ma serena, che boccata d' aria, che atmosfera, che tranquillità: la mia bella famiglia!
Ore 14,00: è già ora di andare ma prima porto a passeggio Cabì che puntuale scondinzola davanti alla porta e mi aspetta.
Ore 14,30: sono dinuovo in ufficio e riprendo il lavoro tralasciato al mattino interrotta ogni tanto da un pensiero confuso, un ricordo preciso, una nostalgia che mi rende acida e persino cattiva. Mi chiedo se sia possibile che non arrivi proprio niente partendo da me così tanto, ancora non riesco ad abituarmi al cambiamento.
Ore 17,00: sono agitata e nervosa chissà poi perchè.
Ore 18,30: devo andare alla posta apposta, tre raccomandate importanti devono assolutamente partire prima di domani (cioè vista l'ora, di oggi).
Ore 18,45: 5 persone prima del mio turno, paziento, mi guardo intorno e mi consolo alla vista di tanti volti più stravolti del mio, Carmen è gentile e veloce mi chiama sempre "bambina" o "piccola" con affetto e comprensione, peccato però non sia di turno Beppe, ci facciamo sempre delle gran risate.
Ore 19,10: lascio l' ascensore alla Sig.na Leone e decido, anche per scaricare la tensione accumulata, di salire i miei 5 piani a piedi, arrivo sul pianerottolo con le guance rosse e il fiatone.
Ore 19,15: tolgo le scarpe, lancio la giacca, mi libero dallo sciarpone e mi butto letteralmente sul divano...sono stanca ma almeno un' altra giornata è finita.
Ore 20,00: rientra a casa Ste, mangiucchiamo qualcosa e io penso già a cosa scriverò non avendo ricevuto nessun particolare stimolo durante la giornata.
Ore 22,00: Ste lavora io...cazzeggio davanti al pc.
Ore 23,00: rido perchè anche stavolta ho preso in giro me stessa, alla fine non sono una persona molto credibile infatti tutto ciò ha dell' incredibile!
Ore 00,00: inizio a scrivere questo post, non ho sonno, sono posseduta, domani avrò il colorito di Torlontano ma non importa Ste non riesce a convincermi ad andare a letto.
Ore 00,26: praticamente adesso...sono felice, stupida, incosciente, insensata, poco seria ma direi felice e alla fine non so neanche il perchè!
Buonanotte...
29 settembre, 2008
La differenza
E' una settimana circa che "bazzico" anche su Facebook, che posto...Dunque praticamente si collezionano persone, prima si cercano, se ti va bene si trovano e poi...poi boh io non l'ho ancora capito. Non mi trovo bene forse perchè mi sento più al sicuro qui, sola soletta con le mie convinzioni, forse perchè per un' ansiosa paranoica non è l' ideale scoprire che c'è chi "accetta" chiunque subito, forse per via della foto, a parte te, forse perchè era meglio crederci a frasi del tipo "parlo poco con chiunque" ecc. ecc. e capire invece che erano solo una marea di palle, forse in realtà invidio i 77 "amici" rispetto ai miei 8. Non posso lamentarmi di 2 cose: l' essere riuscita a coinvolgere chi non ci ha dovuto pensare tre giorni e l' aver accettato il riavvicinamento di Aldo. Del resto non sono nè stupita nè delusa, sotto sotto me l'aspettavo, niente di diverso, niente di speciale, un numero, un nome, neanche un volto, NIENTE. Che ridere, ma che ridere, chissà quante volte è successo...Oggi in ufficio con Roby parlavamo di persone insensibili, di quanto male facciano e di quanto sia dura impedirgli di farne, una battaglia persa. Non so se mi intratterrò ulteriormente, non so se il parlare in terza persona mi coinvolgerà o presto annoierà a morte, non lo so. I gradi di separazione adesso sono centinaia...e come sempre, una volta ancora, io ci ho creduto! E' dinuovo autunno...buon divertimento!
Il sentiero di mattoni gialli
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28 settembre, 2008
Promessa
è una nuova opportunità per mutarlo del tutto;
ogni istante è un' occasione per cambiare in meglio.
Dunque, vita, io ti prometto questo:
sarò sempre fedele al mio cuore.
Sarò il custode dei miei sogni.
Io solcherò tutti gli oceani guardando con occhi miei
il magnifico mondo in cui vivo.
Avrò caro ogni secondo
del tempo che mi è dato
come un tesoro immeritato.
Ecco, faccio un profondo respiro,
Ecco, faccio un profondo respiro,
per riempirmi d' aria i polmoni
e per colmarmi del mistero e della magia
che mi circondano.
Me ne andrò per la mia strada,
non importa che cosa gli altri ne penseranno.
Padrone del mio destino,
non tradirò giammai il mio cuore.
La mia stessa felicità.
Vita, anche questo io ti prometto:
quando verrà il momento di andarmene,
di cavalcare l' ultima onda,
di dare corpo al mio ultimo sogno:
avrò un sorriso per te,
vita di grazia e meraviglia.
Per ringraziarti di tutti i momenti che mi hai donato
senza nulla chiedere in cambio.
Questa è la mia promessa a te:
preziosa, unica, magnifica vita!
(Tratta da: "La musica del silenzio - Ascolta la voce del mare e segui il tuo destino" S. Bambarén)
Limited edition
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http://www.flickr.com/photos/guendi/2118309577/
http://sguendi.freeprohost.com/anelli.html
Un gioiello da segretaria...brava Guendi e tutte le tue originalissime idee! In vendita a Torino da "La Bottega di Fulgenzi" Via dei Mercanti 15/B. L' ultima "S" ieri l' ho comprata io.
Un gioiello da segretaria...brava Guendi e tutte le tue originalissime idee! In vendita a Torino da "La Bottega di Fulgenzi" Via dei Mercanti 15/B. L' ultima "S" ieri l' ho comprata io.
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